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Governo vara Bonus resilienza: 600 euro a chi riesce a non urlare “Basta!” guardando il telegiornale

La nuova frontiera del sostegno pubblico premia il sangue freddo davanti all’assurdo quotidiano

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Governo vara Bonus resilienza: 600 euro a chi riesce a non urlare “Basta!” guardando il telegiornale

La nuova frontiera del sostegno pubblico premia il sangue freddo davanti all’assurdo quotidiano

Roma – Dopo il Bonus Psicologo, il Bonus Zanzariere e il Bonus Sedia Ergonomica da Smart Working (solo per chi soffre di sciatica di sinistra), il governo annuncia l’ultimo ritrovato in materia di sostegno emotivo: il Bonus Resilienza.

Il nuovo incentivo prevede un’erogazione di 600 euro per tutti i cittadini che dimostrano di aver resistito per almeno 7 giorni consecutivi a telegiornali, talk show e conferenze stampa senza lanciare oggetti contundenti contro lo schermo o urlare improperi udibili dai vicini.

«È una misura necessaria – ha dichiarato il Ministro del Benessere Psicosomatico e dell’Equilibrio Interiore – per premiare la pazienza di quei cittadini che, nonostante l’incessante flusso di notizie catastrofiche, cronache surreali e dichiarazioni da bar sport, riescono ancora a mantenere un contegno civile. Sono degli eroi silenziosi, come i panda, ma con meno bambù».

Per evitare abusi, il Ministero ha lanciato l’app “TienilaDentro”, in grado di rilevare il livello di frustrazione vocale e monitorare la frequenza delle imprecazioni. In caso di eccessi, l’utente perde l’accesso al bonus e viene temporaneamente iscritto d’ufficio al gruppo Telegram “Gridatori Anonimi”.

L’iniziativa non è passata inosservata. Il leader dell’opposizione (o forse della maggioranza, a seconda dell’orario in cui si legge questo articolo) ha dichiarato: «È l’ennesimo schiaffo alla rabbia libera. Noi vogliamo un paese in cui urlare ‘MAVAFF…!’ davanti al TG sia considerato patrimonio immateriale dell’umanità. Presenteremo un contro-bonus per chi sfonda almeno tre telecomandi al mese».

Il primo giorno di sperimentazione ha già prodotto risultati contrastanti. Alcuni utenti hanno resistito grazie a tecniche zen, altri semplicemente guardando i TG senza audio, fingendo che parlassero di cucina etnica.

Una signora di Pescara, invece, ha tentato la frode facendosi sostituire da un manichino Ikea durante l’orario dei notiziari. È stata scoperta solo quando il manichino ha iniziato a piangere guardando Porta a Porta.

Redazione interna, sempre più tentata di fuggire in un eremo tibetano senza Wi-Fi.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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