Quando ad Arezzo si è ridotti male

Città grande azione grandi città piccola, azione piccola; in sintesi questo adagio potrebbe condensare il senso delle cose, anche nelle imprese criminose o comunque non legali.

A volte questi bisogni sono dettati dal risultare messi malissimo, ridotti alla disperazione, e il danno supera il “guadagno”.

 

Nel primo caso una donna, in zona Porta Sant’Andrea, cerca di rubare degli indumenti usati dal cassone che li contiene, destinati alle associazioni di beneficenza, infilandosi dentro, rischiando di rimanere incastrata.

Tutto per qualche vestito usato, col rischio di finire dentro e mettere a repentaglio la salute; assurdo.

 

Nel secondo caso, due furti ai parcheggi multipiano la scorsa notte, uno al San Donato e l’altro al Baldaccio.

Il bottino, magrissimo, di qualche centinaio di euro.

Peccato che aggiustare le casse danneggiate ne costerà molto di più, anche se crediamo sia assicurata l’azienda che le gestisce, per queste eventualità.

Rischiare di essere beccati e arrestati per qualche manciata di monetine; assurdo anche questo.

Da tali azioni, disperate, più da ladruncoli o da tossici che da criminali, emerge come in tempi di crisi, tutto fa brodo.

Se si è disposti a tutto, siamo davvero alla frutta.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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