Una mattinata tra gli scheletri del Comunale

Ieri si è aperto il calcio mercato che chiude il 5 ottobre.
Il Campionato, tuttavia, comincia il 27 e il tempo stringe.
Ma possiamo consolarci: come ha detto anche il papa “siamo tutti nella stessa barca”.

Reduce da una rosa extralarge, l’Arezzo ha venti contratti ancora in essere e una cosa è sicura: in tre settimane e poco più, c’è da fare la squadra.
Ma come?
La domanda impazza tra i cuori amaranto, che non possono seguire gli allenamenti e si fermano all’ombra dello stadio.
In questi tempi di Covid, succede di tutto.

Proprio ieri hanno deciso di ampliare all’80% la capienza dei mezzi pubblici, in vista della riapertura dell’anno scolastico e gli stadi rimangono off limits anche per qualche decina di tifosi.
Robe da matti.
Per fortuna noi da giornalisti abbiamo il visto.
Siamo dentro da soli in tribuna ad osservare l’allenamento con la mascherina.
E fa uno strano effetto.
La pioggia di lunedì ha allagato il piano rialzato e dobbiamo prendere la caravella di Colombo per approdare in America (coperta).

Di fronte, sullo scheletro della Maratona, svetta il cartellone della scomparsa Ubi Banca, ad ammonire sulla caducità delle cose calcistiche.
Ce la daremmo a gambe, se in campo non ci fosse mister Potenza (col suo staff) a fare i raggi x alla rosa.

Anche l’erba, un tempo verde come il Gigi, il mitico custode che cacciò Paolo Maldini e la sua Nazionale perché la calpestava fuori dai novanta prescritti, pare assalita dal Covid.
La fifa fa novanta, ma decidiamo di restare, per puro spirito di servizio.
Ci daranno la medaglia?

Comunque sono venti contati i giocatori, come i contratti ereditati e vanno sfoltiti un po’. Da sabato la truppa sta sudando quattordici camicie (quel ricciolone di Varese è un vero caporale) per smaltire il lockdown e candidarsi a far parte del progetto, sotto gli occhi vigili di Potenza e del suo staff.

Tra i vecchi titolari non ci sono più Gori (9 reti l’anno scorso) che si è appena accasato a Vicenza, Tassi, Corrado e Antonini (il brasiliano che non ha potuto dare il suo contributo causa Covid).
E Di Bari pare che voglia ripartire proprio da qui.
“Cerchiamo un rinforzo per reparto” – ha dichiarato appena sbarcato ad Arezzo dalle Puglie. Se consideriamo che Masetti, rientrato dalla Pro Patria, può sostituire Corrado, i conti tornano al centesimo.
Maestrelli, l’altro rientro da Monopoli, infatti, viene impiegato da braccetto mancino, nella prima difesa a tre predisposta da Potenza.
In effetti se arrivassero tre rinforzi di qualità (e sottolineo qualità) in quei tre ruoli nodali (regista difensivo, play e centravanti) basterebbe confermare i più forti, liberarsi di alcuni contratti, ingaggiare qualche giovane interessante di contorno e voilà: il nuovo Arezzo sarebbe cotto e scodellato, come un piatto fumante di orecchiette alle cime di rapa, con un un giusto mix tra tradizione, attualità e localismo, in onore del nostro diesse.

In fondo, con tre acquisti mirati nei ruoli chiave e la conferma di Pissardo tra i pali, Potenza potrebbe contare su una spina dorsale robusta, con contorno niente male e anche piuttosto giovane.
Ma c’è la variabile mercato, che potrebbe far saltare il banco.

Per esempio la Feralpisalò di Pavanel sta facendo la corte a Foglia e ha un Paperone di presidente.
Fabio ha ancora un anno di contratto e, al momento, non figura tra i cedibili.
Nessuno però sarà costretto.
La condivisione del progetto è essenziale per chi intende restare.

La regola vale anche per gli altri pezzi pregiati, come lo stesso capitan Cutolo, Caso e Belloni, due esterni perfetti per 3-4-3 (o 4-3-3), che sono il marchio di fabbrica della ditta Di Bari da quando lanciò De Zerbi e Stroppa.
Perciò ha scelto Potenza.
Oltre all’interesse della Feralpi per Foglia, si annotano timide richieste per Nolan e Baldan (attualmente in quarantena). Tra i papabili al foglio di via ci sono anche Mosti, Raia, Mesina e Benucci.

Ma nell’Arezzo le bocche sono cucite, come vuole la prassi dei tempi e la fratellanza nel duro lavoro.
Sono solo prime impressioni d’annata, tra ben altre impressioni di chi ha vissuto una mattinata da solo in tribuna, tra gli scheletri del Comunale.

E la politica?
Assente.
In compenso sarà in forze alla serata pro Calcit, in onore del Convento di Ciccio & Serse, in programma stasera al Centro Affari.
Niente di nuovo (purtroppo) sotto il sole del consenso.
Ma già da Chianciano (dove l’Arezzo sbarcherà venerdì) potrebbe arrivare qualche prima interessante novità.

Attediamo con fiducia dovuta.

Giorgio Ciofini
Giorgio Ciofini (Giornalista e Scrittore) Giorgio Ciofini è un giornalista laureato in lettere e filosofia, ha collaborato con Teletruria, la Nazione e il Corriere di Arezzo, è stato direttore della Biblioteca e del Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona e della Biblioteca Città di Arezzo. E' stato direttore responsabile di varie riviste con carattere culturale, politico e sportivo. Ha pubblicato il Can da l'Agli e il Can di Betto e in collaborazione con Vittorio Beoni, la Nostra Giostra e il Palio dell'Assunto.

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