Lo sfogo di Camilli: “sceneggiata napoletana” di “Giorgio La Canna” la Viterbese in vendita

Piero Camilli foto da: viterbesecastrense.it
Piero Camilli foto da: viterbesecastrense.it

Piero Camilli interviene contro l’inibizione del figlio Luciano e annuncia l’addio al club.

“La società sportiva Viterbese Castrense – si legge nella nota -, nella persona del presidente Piero Camilli dichiara quanto segue:

Abbiamo appreso con vivo stupore e notevole rammarico quanto disposto dalla “cosiddetta” giustizia sportiva, rappresentata nel caso de quo da un notaio o da un suo sostituto.

Quanto refertato è assolutamente falso e rappresenta la dichiarazione di parte del signor La Canna già noto alle cronache sportive e non nell’ambito perugino.

Ci domandiamo dove fossero i rappresentanti di lega e procura federale quando il suddetto soggetto, prima andava ad effettuare una sorta di “danza Maori” davanti alla curva dei sostenitori aretini per poi dirigersi verso il tunnel a raso della tribuna occupata dai tifosi viterbesi, sbeffeggiandoli e toccandosi i genitali e dicendo ad alta voce “tifosi di merda”, “poveracci” e “fate schifo”.

Luciano Camilli vedendo l’assoluta inerzia degli organi sportivi competenti al fine di evitare problemi alla società sportiva Viterbese Castrense per responsabilità oggettiva,
interveniva invitando il suddetto La Canna a tornare velocemente nel posto a lui assegnato.

Per tutta risposta ed in presenza di testimoni il predetto La Canna offendeva pesantemente Luciano Camilli negli affetti familiari.

Per cui è comprensibile e giustificabile il fatto che quest’ultimo possa averlo spintonato con il solo intento di allontanarlo.

Qui è iniziata la “sceneggiata napoletana” che vedeva quale protagonista non il compianto Mario Merola bensì il signor Giorgio La Canna e credete che i fatti susseguitisi fanno un baffo alla famose canzone “la creme napulitane”.

Con la richiesta di questi di intervento medico svenimenti vari tra un selfie e l’altro sulla barella.

L’intendimento del La Canna è evidente.

Abbiamo soltanto voluto spiegare e chiarire i fatti e abbiamo dato incarico ai nostri legali di tutelare il nome della famiglia Camilli e di ciò che rappresenta la Viterbese per questa città.

Quanto successo ci rafforza nel nostro intendimento di uscire da questo mondo che non ci appartiene.

Troppo seri, troppo puntuali nei pagamenti e troppo onesti a confronto di gente squalificata a vita e riammessa “per grazia divina” che ieri sera abbiamo avuto la sfortuna di incontrare.

La società è a disposizione per la cessione, pulita, senza debiti e capitalizzata.
Io stesso da domani 24 maggio attraverserò il mio Piave dimettendomi dalle cariche federali in modo tale da poter aggredire legalmente chi tenta di infangare il nostro nome palesando intenti chiaramente estortivi.

Per finire ringrazio la stampa locale che ha dato enorme risalto all’accaduto, senza i dovuti approfondimenti.

Al signor La Canna è stato refertato al pronto soccorso solamente, minima escoriazione al ginocchio destro.

Vi ho fatto scrivere di partite di calcio vero che se ci pensate “cadete dal letto”, ma meritate di scrivere di calcio dilettantistico, dimostrando pochissimo rispetto per una famiglia che ha investito in questa città tempo, passione, cuore e denaro”.

 

Redazione
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