Fascisti e Rom, bisogna capirsi

Militanti di Casa Paund e di Fratelli d’Italia si sono litigati il posto di uno striscione da appendere di fronte alla casa popolare assegnata a una famiglia di origine rom a Roma.

Per decenni abbiamo sperato che i nomadi dei campi più o meno provvisori si integrassero e accettassero di mandare i propri figli a scuola e di risiedere in vere abitazioni stabili.

Oggi c’è chi rifiuta che un’abitazione popolare venga assegnata a una famiglia rom nella quale i tredici figli sono tutti nati e cresciuti in Italia.

Delle due l’una, o siamo un popolo civile o degli animali.
Il comizio di Salvini dal terrazzo di Forlì e il suo libro pubblicato con un editore dichiaratamente fascista di Casa Pound, vanno di certo nella direzione di “sdoganare” un’associazione che si definisce “fascista del terzo millennio” e che merita, per varie sue manifestazioni, di essere processata per apologia di fascismo.

Dalle nostre parti si è da poco verificato il caso dell’assessore alla cultura del comune di Castiglion Fiorentino che è andato a omaggiare i militanti di Casa Pound assicurando la sua presenza all’inaugurazione della loro sede locale.

Basta decidere chi e cosa vogliamo essere… con chi vogliamo stare.
E in questo caso non è questione di sfumature, ma di fondamenta.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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