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Giardini rifatti, commenti rifiniti: Arezzo inaugura tutto (anche le polemiche)

Tra panchine nuove e battute vecchie, la riapertura accende più i social che le luci deI giardini

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Giardini rifatti, commenti rifiniti: Arezzo inaugura tutto (anche le polemiche)

Tra panchine nuove e battute vecchie, la riapertura accende più i social che le luci deI giardini

Arezzo entra ufficialmente nella fase più produttiva dell’anno: quella in cui i cantieri finiscono tutti insieme. Non per magia, ma per calendario.

Riaprono i Giardini Porcinai: nuovi vialetti, nuove panchine, nuova illuminazione, nuove dichiarazioni. Tutto nuovo, o quasi. Perché il dettaglio che salta all’occhio a molti è semplice: sono molto simili a prima, ma con più comunicati stampa.

Oltre un milione di euro, un anno abbondante di lavori e alla fine il risultato è quello che in tanti riassumono così: “belli sì, ma…”.
Quel “ma” è diventato il vero arredo urbano più diffuso.

C’è chi guarda il verde, chi le panchine, chi le telecamere. E poi c’è chi guarda il calendario. Perché il tempismo è impeccabile: mesi di attesa, poi improvvisamente inaugurazioni a raffica, come se qualcuno avesse trovato il pulsante “consegna lavori” e deciso di premerlo tutto insieme.

Taglio del nastro, foto di rito, dichiarazioni belle stirate… e poi via, si apre il vero spettacolo: i commenti.

Perché va bene tutto — il milione di euro, le panchine nuove, le luci, i lecci piantati col GPS — ma ad Arezzo il giudizio finale lo dà sempre la giuria popolare sotto al post. E lì, più che un giardino, pare d’esse entrati in un’arena.

C’è chi parte subito diretto:
“Ci voleva il restauro… per quelli che ci dormono, bevono e ci fanno pure i bisogni.”
Insomma, più che riqualificazione, upgrade del dormitorio.

Un altro non la manda a dire:
“Belli eh… ma un anno per rifare praticamente uguale?”
Che tradotto dal dialetto locale vuol dire: tanto fumo, stesso arrosto.

Poi arrivano i previsori ufficiali del degrado, categoria molto attiva:
“Tempo due mesi e siamo punto e a capo.”
“Pronto per spacciare.”
“Contenti i delinquenti.”
Qui non si inaugura un giardino, si inaugura direttamente la stagione delle profezie.

E come sempre, quando c’è una panchina nuova, parte il tormentone:
“Bella larga… ci si dorme bene.”
Che ormai ad Arezzo la prova qualità non è più “resiste alla pioggia”, ma “regge il bivacco notturno”.

C’è anche chi prova a fare il tecnico:
“Va conservata la progettualità originale.”
E infatti molti hanno notato che la progettualità è stata conservata talmente bene che… è rimasta quella di prima.

Nel mezzo, qualcuno si entusiasma pure:
“Molto belli!”
E subito dopo arriva quello che riporta tutti giù:
“Sì, ma quanto durano?”
Perché l’aretino medio non è pessimista: è preventivamente disilluso.

Poi c’è il filone sicurezza, che qui va fortissimo:
“Le telecamere per fare cosa?”
“Meglio i vigili a giro!”
“Servono le ronde!”
In pratica il giardino è già passato da spazio verde a zona operativa.

E infine, immancabile come il caffè dopo pranzo, arriva il sospetto più antico del mondo:
“Strano… proprio sotto elezioni…”
Detto così, con quell’aria di chi ha appena scoperto l’acqua calda ma la guarda comunque con diffidenza.

Nel frattempo, tra una battuta e una stoccata, il dato vero resta uno: i giardini sono riaperti.
Nuovi? Sì.
Belli? Per alcuni.
Uguali a prima? Per molti.

Ma soprattutto, perfetti per quello che conta davvero: far ripartire la discussione.

Perché alla fine, ad Arezzo, più che il verde pubblico, la cosa che cresce meglio sono i commenti.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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