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Pedala, pedala… ma la paga un s’alza: i riders aretini sbottano in piazza!

Paghe da fame, rischi a ogni svolta e zero tutele: i ciclofattorini d’Arezzo s’alzano e se fan sentì

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Pedala, pedala… ma la paga un s’alza: i riders aretini sbottano in piazza!

Paghe da fame, rischi a ogni svolta e zero tutele: i ciclofattorini d’Arezzo s’alzano e se fan sentì

Arezzo – Pedalano sotto il sole, sotto la pioggia e pure col vento contro, ma a fine giornata il conto un torna. I riders, quelli che ti portano la pizza fumante sotto casa, stavolta hanno detto “basta” e si ritrovano in piazza Guido Monaco per farsi sentire.

Son più di sessanta in città, una bella “squadra” che pare quasi un’azienda, ma senza le sicurezze d’un lavoro vero. Quasi tutti stranieri, soprattutto pakistani e bengalesi, che sgobbano per pochi spiccioli: tra i 2 e i 4 euro a consegna, lordi eh, senza un euro in più per l’attesa, la benzina… anzi no, la pedalata!

Il meccanismo è sempre quello: aspetta fuori dal ristorante, spera che la cucina vada veloce e intanto il tempo passa… ma quello un te lo paga nessuno. E se qualcosa va storto? Tocca sempre al rider ingoià e pedalà.

A dar voce alla protesta ci pensano quelli della Cgil e del Nidil, che insieme ai lavoratori hanno organizzato il presidio in piazza. “Qui c’è da sistemà tutto – dicono – dai rapporti coi ristoranti fino alle piattaforme che comandano da lontano ma stringono forte quando c’è da decidere”.

E poi c’è anche il Comune nel mirino: i riders chiedono un posto dove ripararsi, dove lascià le bici senza paura che spariscano e, insomma, un minimo di dignità. Perché qui, tra una consegna e l’altra, il rischio è sempre dietro l’angolo: traffico, incidenti e pure qualche furto.

Insomma, questi ragazzi pedalano per far girà il business degli altri, ma a loro restano solo fatica e poche monete. E allora, stavolta, invece di correre dietro all’ennesima consegna, si fermano in piazza. E fanno rumore.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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