Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE Comunicato stampa del Comune di Arezzo
Oh via, qui bisogna capirsi bene. Dopo che nei giorni scorsi un po’ di cittadini della zona di San Donato hanno alzato il sopracciglio e chiesto lumi, il vicesindaco Lucia Tanti ha preso carta e penna e ha mandato una richiesta formale di chiarimenti al responsabile del centro culturale di tradizione islamica che ha sede nel quartiere.
“Nessun processo in piazza – chiarisce – ma chiarezza sì”. Perché oltre ai momenti di preghiera, la domanda è semplice: che attività si fanno coi ragazzi? Sono aperte davvero a tutti, bambini e bambine? E soprattutto, che messaggi passano?
Il punto, inutile far finta di nulla, è tutto lì. Uguaglianza tra uomo e donna, rispetto delle leggi dello Stato – compresa quella che vieta di coprirsi completamente il volto nei luoghi pubblici – conoscenza delle tradizioni aretine e italiane. Integrazione vera, non di facciata. Perché ad Arezzo si vive insieme, ma con regole uguali per tutti.
La Tanti tende la mano, ma con la schiena dritta: “Disponibili a collaborare, a promuovere alfabetizzazione civica e conoscenza dell’identità aretina. Più trasparenza, più fiducia”.
Tradotto dal politichese all’ ortichese: nessuno ce l’ha con nessuno, ma qui non si fa finta di niente. Se tanti residenti chiedono spiegazioni, le spiegazioni si cercano. Senza urla, ma senza nemmeno sussurri.
E adesso si attende risposta, con l’idea che parlar chiaro, da queste parti, è sempre la strada migliore.

