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San Donato, la Tanti bussa al centro culturale: “Qui si fa chiarezza, siamo in Italia!”

Il vicesindaco chiede chiarimenti sulle attività rivolte ai giovani e rilancia su integrazione, legalità e dialogo con il quartiere

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San Donato, la Tanti bussa al centro culturale: “Qui si fa chiarezza, siamo in Italia!”

Il vicesindaco chiede chiarimenti sulle attività rivolte ai giovani e rilancia su integrazione, legalità e dialogo con il quartiere

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE Comunicato stampa del Comune di Arezzo  

Oh via, qui bisogna capirsi bene. Dopo che nei giorni scorsi un po’ di cittadini della zona di San Donato hanno alzato il sopracciglio e chiesto lumi, il vicesindaco Lucia Tanti ha preso carta e penna e ha mandato una richiesta formale di chiarimenti al responsabile del centro culturale di tradizione islamica che ha sede nel quartiere.

“Nessun processo in piazza – chiarisce – ma chiarezza sì”. Perché oltre ai momenti di preghiera, la domanda è semplice: che attività si fanno coi ragazzi? Sono aperte davvero a tutti, bambini e bambine? E soprattutto, che messaggi passano?

Il punto, inutile far finta di nulla, è tutto lì. Uguaglianza tra uomo e donna, rispetto delle leggi dello Stato – compresa quella che vieta di coprirsi completamente il volto nei luoghi pubblici – conoscenza delle tradizioni aretine e italiane. Integrazione vera, non di facciata. Perché ad Arezzo si vive insieme, ma con regole uguali per tutti.

La Tanti tende la mano, ma con la schiena dritta: “Disponibili a collaborare, a promuovere alfabetizzazione civica e conoscenza dell’identità aretina. Più trasparenza, più fiducia”.

Tradotto dal politichese all’ ortichese: nessuno ce l’ha con nessuno, ma qui non si fa finta di niente. Se tanti residenti chiedono spiegazioni, le spiegazioni si cercano. Senza urla, ma senza nemmeno sussurri.

E adesso si attende risposta, con l’idea che parlar chiaro, da queste parti, è sempre la strada migliore.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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