L’angelo restaurato nell’affresco della cappella del Crocifisso, a San Lorenzo in Lucina, aveva preso le sembianze der premier Giorgia Meloni.
Apriti cielo. Polemiche, strepiti, comunicati, sopracciglia inarcate e santini stracciati.
Risultato? L’angelo viene tolto, come ‘na storia Instagram che un’ ha fatto like.
Fine? Macché.
Ecco che entra in scena el sindaco mediatico e commissario provinciale della Lega, Agnelli, che invece de fermasse davanti al buon senso decide de rilanciare.
Ma come? Con la diplomazia? Con la riflessione istituzionale?
No: con una brutta caricatura, anche raffazzonata, realizzata coi piedi.
Nel suo ultimo post l’angelo ricompare, ma con la faccia caricaturale de Elly Schlein, trasformando ‘na questione d’arte sacra e restauro in ‘na gag da bacheca politica, manco fosse el Carnevale de Viareggio.
Dall’angelo-premier all’angelo-meme,
dalla cappella al collage,
dal silenzio dovuto al rumore social.
El tutto condito co’ l’aria soddisfatta de chi pensa d’ave’ fatto ‘na gran mossa, senza capire che sta giocando con affreschi, simboli religiosi e istituzioni come fossero figurine Panini.
Morale?
L’angelo è sceso dal cielo,
l’arte è finita in mezzo al fango,
e la politica locale ha dimostrato ancora ‘na volta che quanno finisce l’argomento… comincia ‘l meme.

