“Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti…”.
Così scriveva Luigi Mercantini nel 1858, nella Spigolatrice di Sapri.
Noi no. Noi non siamo morti.
E magari nemmeno più tanto giovani.
Ma forti sì. Forti dentro. Forti nel cuore. Forti nella voce.
Non sbarchiamo a Sapri, ma a Pesaro, e non con i fucili, bensì con sciarpe, bandiere e una fede che non conosce chilometri. Trecento a sostenere l’Arezzo, chiunque scenda in campo, con una sola pretesa: lottare. Per la loro gioia. Per la nostra.
Le tre domande della vigilia
Chi giocherà centravanti?
Riposa Guccione o Chierico? O magari Ionita? Mawuli?
Perché non siete venuti?!?!
La partita
Bastano 9 minuti.
Tavernelli riceve, guarda, rasoiata sul sintetico umido e pallone che scivola nell’angolino basso.
1-0.
Partita in discesa per noi, in salita per i ragazzi di Stellone.
I pesaresi corrono, si sbattono, ma Venturi resta praticamente spettatore: nel primo tempo una sola respinta, ordinaria amministrazione.
Nel secondo tempo la Vis è stanca morta, e allora l’Arezzo colpisce ancora: Ravasio punisce, Tavernelli e Righetti vengono fermati solo con le cattive, rosso inevitabile, entra Cianci… e segna pure lui.
Serata perfetta. Trasferta da ricordare.
Le pagelle (tutti col sorriso)
- Venturi 7 – Di piede, sempre sicuro
- Coppolaro 7 – Adattato terzino, affidabile
- Gilli 7 – Combattente vero
- Chiosa 7 – Ordinato, fasciato, ma mai domo
- Chierico 7 – Finché resta in campo, qualità e corsa
- Guccione 7 – Quando gioca così è insostituibile
- Ionita 7 – Un giocatore, punto
- Patta 7 – Ne porta via sempre due
- Ravasio 7 – Sbatte, lotta… e se arriva in area, segna
- Tavernelli 7 – Guizzante, letale, rasoiate micidiali
- Cianci 7 – Entra di rincorsa e timbra
- Arena, Varela, Mawuli 7 – Presenza e rispetto della maglia
- Bucchi 7 – Sprizzava gioia, formazione perfetta
Il voto finale
TUTTI 7.
Perché 7 sono anche i punti che, per ora, allunghiamo sulla seconda.
Io?
7 pure a me: cenato bene, tornato meglio, felice.
Adesso spero solo di dormire…
FORZA AREZZO. SEMPRE. OVUNQUE.




