Dopo giorni di pianti, rosari, maledizioni ai tabelloni elettronici e pendolari visti vagare senza meta lungo i binari, ecco il miracolo: da lunedì 19 gennaio tornano in servizio due treni sulla linea aretina. Non per grazia ricevuta, ma perché la Regione Toscana s’è ricordata che esistono anche quelli che vanno a lavorare.
I convogli 18747 e 18754, dati per dispersi durante i misteriosi “lavori programmati” di RFI (programmati sì, ma a sorpresa), ricompaiono finalmente nel mondo dei vivi. Uno torna addirittura con un nuovo nome, tipo latitante col passaporto falso: il 18754 diventa 94482, così non lo riconosce nessuno e passa meglio tra i cantieri.
Il 18747, che prima si fermava tristemente a Pontassieve come un turista senza benzina, riprende coraggio e arriva fino ad Arezzo. Parte da Firenze alle 8.13 e arriva alle 9.52, facendo più fermate di un pensionato al mercato: Campo di Marte, Rovezzano, Compiobbi, Sieci, Pontassieve, Sant’Ellero, Rignano, Incisa, Figline, San Giovanni, Montevarchi, Bucine, Laterina e Ponticino. Praticamente un pellegrinaggio ferroviario.
L’altro, il neonato 94482 (già 18754), anticipa la partenza: via da Arezzo alle 10.46 invece che alle 11.08, così riesce a infilarsi tra un cantiere e l’altro senza essere abbattuto dalle ruspe. Arriva a Firenze alle 12.38, sempre se nel frattempo non aprono un altro lavoro “imprevisto ma previsto”.
L’assessore regionale ai trasporti, visibilmente soddisfatto e ancora incredulo, ha dichiarato di essere contento sia per la collaborazione con pendolari e territorio, sia per la disponibilità di Trenitalia e RFI, che per una volta hanno risposto prima che i cittadini montassero le tende in stazione.
Unica nota grottesca: i treni tornano lunedì, ma sui sistemi di vendita compariranno solo da domenica 25 gennaio. Perché viaggiare sì, ma comprarli è un’altra storia. Intanto, pendolari avvisati: il treno c’è… se lo trovate.


