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Addio a Leo, l’ultimo abbraccio nella Pieve di Romena

Centinaia di persone hanno partecipato al funerale del bimbo di due anni e mezzo morto all’asilo di Soci. La musica di “Supereroi” ha accompagnato la piccola bara bianca, mentre don Luigi Verdi ha invitato la comunità a fare della memoria di Leo un seme di amore e speranza

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Addio a Leo, l’ultimo abbraccio nella Pieve di Romena

Centinaia di persone hanno partecipato al funerale del bimbo di due anni e mezzo morto all’asilo di Soci. La musica di “Supereroi” ha accompagnato la piccola bara bianca, mentre don Luigi Verdi ha invitato la comunità a fare della memoria di Leo un seme di amore e speranza

Le note di Supereroi di Mr. Rain hanno accolto la piccola bara bianca mentre lasciava la Pieve di Romena, la stessa chiesa dove Leo era stato battezzato. Una folla immensa e silenziosa ha avvolto nel proprio abbraccio la famiglia del bambino di due anni e mezzo morto improvvisamente nel giardino dell’asilo di Soci.

Fin dal primo pomeriggio, centinaia di persone – famiglie, amici, conoscenti e rappresentanti delle istituzioni – hanno raggiunto Romena per stringersi attorno ai genitori, Caterina e Alessandro, e al fratellino di Leo. All’interno della chiesa gremita, il dolore si è trasformato in una sorta di coro condiviso, fatto di sguardi, lacrime e un silenzio che diceva più di qualsiasi parola.

Durante la celebrazione, iniziata alle 15, i genitori hanno deposto tre rose bianche sulla piccola bara, accanto a un pupazzetto e a una fotografia che ritraeva Leo sorridente. Don Luigi Verdi ha parlato con voce lieve ma ferma, ricordando come “davanti al dolore di un babbo e di una mamma possiamo solo essere presenza e raccogliere le lacrime”. Rivolgendosi idealmente al bambino, ha aggiunto: “I tuoi sorrisi ci infiammavano il cuore. Ci salveranno i bambini come te, Leo, e l’amore”.

Il sacerdote ha poi invitato i genitori a cercare la luce nei gesti quotidiani: “Il giorno del suo compleanno fate una festa nei prati di Romena, una festa per tutti i bambini del Casentino. Continuate a guardare nei piccoli frammenti di vita, Leo è lì”.

La Pieve di Romena custodisce il Giardino della Resurrezione, dove le famiglie che hanno perso un figlio piantano un mandorlo: un gesto di speranza, un modo per trasformare il dolore in un cammino possibile. Anche Leo sarà ricordato in quello spazio che da anni accoglie storie ferite e rinascite lente.

Intanto prosegue la raccolta fondi avviata dai familiari del bambino, destinata a finanziare un progetto per i bambini del Casentino. Un modo, forse, per fare della memoria di Leo una scintilla capace di generare ancora vita.

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