5.8 C
Comune di Arezzo
domenica, Dicembre 7, 2025
HomeBlogsIl peso leggero delle cose vere

Il peso leggero delle cose vere

Uno sguardo poetico sulla fatica quotidiana e sul valore nascosto delle piccole cose

-

“Ci sono giorni in cui sembra tutto troppo.
Le cose da fare, i pensieri, i silenzi.
C’è chi corre tra un cliente e l’altro, chi resta, per lavoro, ore al computer, chi serve caffè con il sorriso mentre ha mille pensieri in testa.
C’è chi guida, chi ascolta, chi risponde al telefono senza fermarsi mai.
E poi c’è chi accudisce, chi pulisce, chi si prende cura o fa entrambe le cose.

Si va avanti, un passo dopo l’altro, a volte anche senza sapere bene dove.
Eppure ci si rialza, si lavora, si organizza, si ascolta, si fa il possibile. È la battaglia quotidiana, quella che ognuno combatte in silenzio, senza fanfare.
Qualcuno, più fragile, rimane piegato dalla fatica di vivere.

In questi momenti capita che ti ritorni in mente una frase sentita chissà dove, magari dai tempi di scuola:
“Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.”
È di Salvatore Quasimodo.
E ti colpisce perché, anche se non sei un poeta, capisci cosa vuol dire sentirsi soli, a volte anche in mezzo agli altri. Quella solitudine che non è tristezza, ma semplicemente il peso di essere vivi.

A volte rincorriamo tante cose.
Desideri, aspettative, oggetti.
Speriamo che qualcosa ci cambi la giornata, che arrivi la notizia buona, l’occasione giusta, il segno che aspettavamo. Ma poi, quando ci fermiamo, capiamo che ciò che ci manca davvero non si compra: è la pace dentro, un abbraccio sincero, una parola detta in tempo.

Per essere felici non serve avere tutto. Bisogna solo imparare a guardare quello che già c’è.
E ringraziare.
Per un pranzo caldo.
Per una voce che ci chiama per nome.
Per un raggio di sole sul viso quando meno ce lo aspettavamo.
La gratitudine è la forma più semplice di felicità.

Anche le cose che possediamo spesso ci pesano.
Ogni oggetto che teniamo in casa, in macchina, sul lavoro, ci chiede spazio, attenzione, cura.
Eppure si continua ad accumulare, come se potessimo costruire la sicurezza a colpi di scaffali pieni.
Ma non serve.
Quando si viaggia nella vita, è meglio portare uno zaino leggero. Tenere solo l’essenziale: chi amiamo, chi ci ama, un po’ di dignità e qualche sogno che ancora ci fa brillare gli occhi.

Non siamo qui per lasciare la nostra firma su tutto.
Non dobbiamo dimostrare nulla.
Forse siamo qui solo per attraversare la vita con delicatezza, senza far troppo rumore, e lasciare un po’ di bene nei cuori degli altri. Quello resta, anche dopo.

E se c’è qualcosa da dire, diciamola ora.
Un “ti voglio bene”, un “grazie”, anche un “scusa” – detto con il cuore – vale più di qualsiasi regalo.
Perché il tempo scappa. E poi è subito sera.”
S.S.C. ~AI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari, nata a Milano nel 1955, si trasferisce a Melzo nel 1990. Membro del “GAM” dal 1997, partecipa a mostre locali esplorando diverse tecniche artistiche: ritratti a matita, dipinti a olio, sculture in argilla e quadri in resina. Ha fondato una galleria d’arte e una scuola di cake design. Il quotidiano Il Giorno ha descritto via Napoli 37 come “la Montmartre di Melzo”. Attualmente, si dedica principalmente alla scrittura.
- Advertisment -
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Dello stesso autore

Sostieni L'Ortica

Un gesto per coltivare l'informazione libera.
Sostenere l'Ortica significa dare valore al giornalismo indipendente.
Con una donazione puoi contribuire concretamente al nostro impegno nel fornire notizie senza condizionamenti.
Ogni piccolo sostegno conta: unisciti a noi nella nostra missione per un'informazione libera e imparziale.
Grazie per il tuo sostegno prezioso.
Dona con Paypal