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Arezzo, città d’arte… e di nottate insonni: tra cene, concerti e tombini rompicogl*i!**

Tra eventi molesti e tombini impazziti, nel centro di Arezzo dormire è diventato un lusso. I residenti alzano la voce, ma il rumore continua

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Centro storico, cuore pulsante della città, ma anche fegato spappolato dei residenti. Perché da giugno a dicembre (e pure in primavera se ci scappa un apericena col DJ), dormire è diventato più difficile che vincere a tombola con una cartella sola.

Dalle cene dei quartieri (giugno e settembre, manco fosse Natale due volte), al Mengo Festival che pare Woodstock “con la birrache tira giù anche i santi”, fino alla Città del Natale che dura più della Quaresima. Musica, vociare, botti, luci, giostre, parcheggi creativi e zingarate varie. E chi vive lì? A parte due bottiglie di melatonina al giorno, s’è inventato la meditazione tibetana per restare calmo.

Ma ora, signori miei, siamo andati oltre. Ora ci si mettono pure i tombini a suonare. E non con l’ukulele.

Parliamo di Viale Bernardo Dovizi, per gli amici “la linea ferroviaria urbana”. Da   giorni, alcuni tombini telefonici (ex SIP, ora ex utili) sono sprofondati nel manto stradale. Ogni macchina che passa sopra — e ne passano a decine, pare la tangenziale di Milano — provoca un boato tipo esplosione. Roba che se sei a letto pensi “Oh, o mi casca la casa o m’hanno bombardato”.

Dal civico 40 al 48, la situazione è da manicomio. Gente che si sveglia ogni 15 minuti col cuore a mille, anziani con le palpitazioni, genitori che mettono le cuffie antirumore ai neonati, e una signora che ha mollato tutto ed è scappata al mare da un’amica, che pare meglio le urla dei bambini in spiaggia che il trenino dei tombini a domicilio.

Le segnalazioni ci sono state i Vigili Urbani hanno anche fatto la gita fino a lì, hanno detto “Eh, sì, è un casino”… e poi? E poi nulla. Tutto come prima. I tombini continuano a rompere i timpani. L’unica cosa che sprofonda più dei tombini è la pazienza dei residenti.

“È una situazione inaccettabile”, dicono. E hanno ragione. Perché qui non si dorme più, non si vive più, e tra poco ci si mette a parlare coi tombini, visto che gli umani non rispondono.

Arezzo, città del silenzio? Ma quando mai. È la città del decibel.

Tra concerti, feste e ferrovecchi metallici stradali, l’unico rumore che manca è quello di qualcuno che risolva davvero i problemi. Ma forse quello non fa notizia, e nemmeno rumore.

3 COMMENTI

  1. Difficile ottenere rapidamente rimedi ,certi uffici ignorano tutti a prescindere.
    Una dritta a quei residenti …di notte sostituite i tombini Sip con quelli di Nuove Acque.
    Gli unici che provvedono subito , se sono cose di loro competenza e con una semplice telefonata , sono proprio quelli di Nuove Acque .
    Sono davvero encomiabili .

  2. Ma una raffica di cause contro il comune?
    Un avvocato intraprendente con una serie di copia-incolla ci farebbe anche un saco di soldi.
    Inquinamento acustico, inquinamento per il traffico, a Natale tutti quei fine settimana senza respiro tra bus e auto, disturbo della quiete pobblica intorno ai noti locali e piazze, il materiale non manca.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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