Le sigle sindacali e la RSU della Provincia di Arezzo, nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori dell’Ente e della cittadinanza, esprimono congiuntamente profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versa l’Amministrazione provinciale. In particolare, si evidenzia il mancato rispetto della scadenza del 30 aprile 2025 per l’approvazione del Rendiconto (Consuntivo) 2024, come previsto in modo inequivocabile dalla normativa vigente.
Nonostante le convocazioni del Consiglio Provinciale per adempiere a tale obbligo, il numero legale è venuto meno in più occasioni, impedendo l’adozione del provvedimento. Questa inadempienza ha già determinato gravi conseguenze sull’Ente, che si riflettono negativamente sui lavoratori e sull’intera comunità provinciale.
Le sanzioni previste in caso di mancata approvazione del Rendiconto sono severe e di diversa natura, principalmente economico-finanziaria e organizzativa. Tra le principali ricadute si segnala l’impossibilità di procedere ad assunzioni in un Ente già duramente colpito da pensionamenti, trasferimenti obbligatori verso altri enti in seguito alla Legge Delrio (L.56/2014) e uscite verso comparti pubblici più attrattivi sotto il profilo retributivo e delle prospettive professionali.
Questa situazione comporta evidenti criticità nell’erogazione dei servizi alla cittadinanza, nonostante il costante impegno dei dipendenti provinciali, che spesso operano ben oltre i propri doveri. I servizi interessati comprendono, tra gli altri:
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la gestione e manutenzione di oltre 1.400 km di strade provinciali e regionali;
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la cura degli edifici scolastici delle scuole superiori;
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l’attuazione degli interventi legati al PNRR;
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il controllo e la vigilanza ambientale;
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il funzionamento dei servizi tecnici e amministrativi trasversali ai vari settori dell’Ente.
Ulteriori conseguenze riguardano il blocco dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, la limitazione sulla programmazione organica del personale e il congelamento delle assunzioni, con ripercussioni anche sul bilancio di previsione del secondo anno successivo a quello di riferimento.
Alla luce della gravissima situazione e del conseguente stallo amministrativo che paralizza l’attività dell’Ente, le scriventi sigle sindacali e la RSU chiedono con urgenza un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, affinché si ponga immediatamente rimedio a questo blocco che sta danneggiando l’Ente, i lavoratori e la collettività.
