Le strategie difensive del centrodestra aretino

Il Comune di Arezzo non si costituirà parte civile nel procedimento Coingas perché tale posizione non convince e sopratutto non tutela i Comuni.  Confermiamo anche noi la valutazione già  espressa in sede di assemblea Coingas e cioè che la costituzione di parte civile sia una forzatura  inutile che trascina gli enti locali dentro un procedimento penale accanto alla pubblica accusa cosi’ da condividerne pregiudizialmente le  tesi.

 

Il giusto obiettivo è tutelare realmente Coingas e quindi i comuni soci e le comunità da essi rappresentati, allora c’è una sola strada, la più semplice e la più rapida: l’azione civile nei confronti di chi ha realmente causato danni a Coingas. La strada penale, come tutti sanno, è lunga e tortuosa e decidere di avviare un’azione civile solo al termine di essa, vuol dire mettere in discussione quella stessa tutela che il Pd e i Sindaci di centro sinistra affermano di voler garantire.
Avviare subito un’azione civile è la soluzione migliore per garantire Comuni e cittadini”.

Con queste parole, il 6 marzo scorso, il coordinatore regionale Rossi ed il presidente provinciale Lucacci di Fratelli d’Italia dichiaravano che il Comune di Arezzo non si sarebbe costituito parte civile in vista della prima udienza preliminare del 23 marzo nel procedimento penale così detto Coingas-Estra-Multiservizi, confermando la posizione assunta dalla Giunta comunale con il voto degli Assessori della stessa FDI e della lista OraGhinelli 2025 (nds: quelli di Forza Italia e della Lega non hanno partecipato al voto) ed allineandosi al voto precedentemente espresso dalla Vice Sindaca Tanti nell’assemblea della società a partecipazione pubblica Coingas, con il quale il Comune di Arezzo, in quanto socio maggioritario, ha di fatto impedito la costituzione di parte civile pure della stessa Coingas.

In effetti è andata proprio così: né il Comune di Arezzo, né Coingas, a differenza di altri 15 comuni singoli soci di quest’ultima (quasi tutti amministrati dal centrosinistra, ma anche qualcuno di centrodestra), si sono costituiti parte civile nel procedimento penale, cheil 6 luglio giungerà al suo epilogo.

Così agendo, i nostri amministratori comunali hanno fatto passare un messaggio di fermezza nelle loro posizioni e di grande convinzione circa la bontà e la validità della linea “difensiva” elaborata con tanta sicumera dai loro strateghi, alcuni dei quali considerati esperti in materia giuridica.

Si è scoperto, però, che tanto fermi, convinti e tranquilli non devono sentirsi, dal momento che, ai primi di giugno, a procedimento penale nella fase conclusiva, hanno avvertito la necessità di richiedere ad un legale fiorentino un parere (aridagli con queste consulenze esterne profumatamente retribuite con il denaro pubblico !), “a fini difensivi nell’ambito di quel procedimento penale, in cui il Comune è (potenzialmente) parte offesa e/o in preparazione di eventuali futuri contenziosi…in modo da fornire all’ente gli elementi tecnico-giuridici utili per tutelare i propri interessi ovvero ad articolare le proprie strategie difensive”: parere, che è pervenuto a Palazzo Cavallo pochi giorni fa, ma di cui si sconosce il contenuto, in quanto reso indisponibile o, per meglio dire,“secretato” e sottratto dalla Giunta persino al diritto di accesso dei Consiglieri Comunali proprio in ragione delle sue funzioni “difensive”.

A noi modesti cultori del diritto processuale penale sfuggono quali possano essere queste funzioni difensive, posto  che, nel caso che ci occupa, Comune di Arezzo e Coingas sono le parti offese e non gli imputati o gli indagati, che, invece, sono loro (ed i loro avvocati) a dover articolare strategie per difendersi dalle accuse e dalle contestazioni della Procura della Repubblica aretina.

Cosa c’e’ scritto di tanto segreto e preoccupante in questo parere da non poter essere rivelato ?

C’e’ forse scritto che i nostri Amministratori comunali, quando hanno deciso che fosse meglio, nell’interesse dell’Ente e di Coingas, non costituirsi parte civile nel procedimento penale, hanno “toppato“, scegliendo l’alternativa di una autonoma azione civile, da essi considerata (a torto, secondo noi, in quanto il processo penale è comunemente ritenuto più rapido) la via più breve per ottenere il risarcimento degli eventuali danni ?

E quanto c’e’ di giuridico e non di politico in questa scelta, che sembra fatta apposta per non aggravare i problemi del Sindaco e degli altri politici coinvolti nella vicenda e per non provocare spaccature in seno alle forze della maggioranza di centrodestra ?

Tutto questo, per usare la frase di una famosa canzone di Battisti e Mogol, “lo scopriremo solo vivendo”.

 

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

1 COMMENTO

  1. Ci vorrebbe una bella consulenza !
    Non sono per nulla esperto di quale siano i tempi o la procedura giusta pero’ mi sembra di aver letto anni fa che ci fu una netta separazione rispetto al passato quando il risultato penale e le sue diretta conseguenze sull’azione civile per lo stesso procedimento erano strettamente collegate e forse subordinate all’esito penale.
    Forse oggi il penale sara’ usato piu’ a scopo intimidatorio come le querele…..boh.
    Comunque quello delle partecipate spesso e’ un argomento solo penoso.

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