Consiglio Comunale 21 maggio: le interrogazioni

Arezzo Consiglio Comunale

Le interrogazioni del Consiglio Comunale riguardano la variante al piano strutturale e il crono-programma che non è ancora rispettato (Partito democratico).

L’amministrazione comunale precisa
l’acquisizione di pareri presso gli enti ha comportato tempi lunghi,  nel Consiglio del17 giugno è prevista l’adozione dei nuovi strumenti urbanistici.

Impianto di San Zeno (Partito democratico e Arezzo in Comune) e numeri sulla produzione dei rifiuti.
Nel corso degli anni questi siano oggetto di  revisioni mentre ora, nei documenti, dal 2024 al 2033 sono riportate sempre 160.000 tonnellate di rifiuti.

Cifra eccessiva in previsione di sviluppi quali la  scomparsa della plastica  o altri rifiuti come i pannolini, e lo sviluppo dell’ organico.

Chiede inoltre se chiesti finanziamenti comunitari per procedere all’eventuale sviluppo impiantistico di San Zeno e fare fronte all’investimento.

L’amministrazione comunale rileva
che esisterà sempre una parte di rifiuti non riciclabili e di scarti che devono essere trattati da un impianto di termo-valorizzazione.

San Zeno, fa parte di una sistema economico che comincia con la raccolta e il conferimento e coinvolge il trattamento, dall’organico al recupero della materia.

E quando si dimensiona un impianto del genere, occorre basarsi non tanto su numeri  ma su stime della “ridondanza impiantistica”.

Sulle politiche dirette alla eliminazione di certi rifiuti, all’adozione di una direttiva comunitaria passano anni, occorre affrontare una fase transitoria e prevenire qualsiasi emergenza.

Non c’è intenzione comunque di realizzare impianti più grandi del necessario.

Riduzione dei posti alle scuole di Quarata, Tregozzano e Antria,
per un totale di 43 in meno a disposizione dei bambini (Partito democratico).
Vengono così esclusi rispettivamente 8, 16 e 10 bambini, costretti a spostarsi verso altre scuole, anche private, con costi suppletivi per le famiglie.
Il rilievo è che il dimensionamento scolastico è fatto in maniera penalizzante e discrezionale.
La richiesta è quella di procedere a una marcia indietro.

L’amministrazione comunale replica
che le norme sono  rispettate, applicando regole regionali, in accordo con l’ufficio scolastico provinciale, relative soprattutto a parametri di sicurezza derivanti dal rapporto tra ragazzi ospitati e spazi a disposizione delle strutture.

E se tale rapporto non è rispettato si deve procedere in questa direzione.

Solo al momento della chiusura delle iscrizioni è inoltre possibile capire quanti hanno dovuto rinunciare, perché spesso i bambini sono iscritti in più scuole per poi alla fine sceglierne una.

La Fortezza chiusa durante alcuni giorni di festa delle vacanze pasquali (Partito democratico),

il suo scarso utilizzo commerciale e il ritardo di quattro anni, dal momento dell’inizio del mandato; decisa la rimozione della terra da palco e platea.
E la Fortezza deve restare nella gestione della Fondazione Guido d’Arezzo?

L’amministrazione comunale  replica 
che la fondazione continuerà a gestire la struttura mentre il “mercato” della Fortezza potrebbe aprirsi a una nuova prospettiva come quella dei matrimoni.

L’evento prossimo di inizio giugno fornirà un quadro per capire le potenzialità di questa simile fruizione.

Il sopralluogo al serbatoio della Fortezza  fatto un anno e mezzo fa,  un’operazione complessa perché  comportandone lo svuotamento e che dimostra  la sensibilità dell’amministrazione e la voglia di risolvere il problema.

Il certificato di collaudo  ottenuto solo nel novembre dello scorso anno e da quel momento compreso definitivamente quanto sia pericoloso quel carico di terra soprastante il serbatoio stesso.

Sarà necessario di conseguenza prevedere posti a sedere fissi e numerati per garantire il giusto carico degli spettatori.

Senza considerare l’ulteriore problema dell’inclinazione del palco: per portarlo a condizioni di migliore utilizzo sarebbe necessario demolirne una parte.

Per il momento, la scelta è di lasciarlo invariato e di concentrarsi sull’utilizzo della parte inferiore della Fortezza per eventi di carattere espositivo.

Arezzo in Comune ha ricordato le 724 firme dai residenti di Saione a margine di una petizione che contiene varie richieste, tra le quali il vigile di quartiere, una sala per gli incontri, una presenza costante di operatori socio-sanitari per intercettare chi fa uso di sostanze stupefacenti, il recupero del Pionta, un Consiglio Comunale aperto sui problemi del quartiere.

L’amministrazione comunale replica
che il Consiglio Comunale aperto si terrà prima della fine dell’estate e sarà l’occasione di ascolto e proposta.

Arezzo in Comune e Partito democratico
chiedono chiarimenti sulla gara relativa alla nuova sede della polizia locale e sul recente provvedimento che impegna per la sua realizzazione 5.940.000 euro.
Il futuro immobile non soddisfa esigenze logistiche, di rapidità di intervento degli agenti e dunque di sicurezza.
La scelta  fatta della concessione in leasing porta in dote anche interessi a carico della collettività molto superiori rispetto al tradizionale mutuo, strumento finanziario che poteva essere adottato se la scelta fosse caduta sulla soluzione degli immobili di via Tagliamento.

L’amministrazione comunale replica,
al di là dei chiarimenti da fornire per iscritto, che quella ubicazione nasce da un bando emanato con una ratio precisa: trovare un edificio con specifiche caratteristiche dimensionali e prossimo a Saione.

Se l’obiettivo è riportare la sede della polizia locale in centro, con tempi contenuti viste le richieste di sicurezza dei cittadini, la soluzione in questione lo consente.

Il Partito Democratico
ricorda le recenti interrogazioni sulla selezione della Fondazione Guido d’Arezzo a cui ancora non ci sono risposte nonostante la procedura sia giunta a conclusione.

Ufficio Stampa
Comunicati stampa Amministrazioni, Associazioni, Politici di Arezzo e provincia

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