La Brexit vista dagli aretini che vivono a Londra (video)

Cronista de l’Ortica rischia di creare un incidente diplomatico

 A Londra vive e lavora una folta schiera di giovani aretini.
Nel nostro viaggio, tra cortei pro e contro la brexit che incroci ad ogni angolo di strada, siamo andati a sentire l’umore che attraversa i nostri concittadini.

SARA, che ha lasciato Arezzo da circa 10 anni e lavora a Londra in una ONG ci dice:

Avverto un miscuglio di sentimenti: da una parte si meriterebbero di andare a gambe all’aria per la supponenza nella quale si sono cacciati e dall’altra mi dispiacerebbe perché qua si sta bene, il lavoro si trova facilmente e se ti dai da fare è anche facile cambiarlo e nessuno ti chiede chi ti raccomanda, sei solo messa alla prova.

Invece RICCARDO, aretino di adozione che ama la nostra città e lavora in una grande azienda musicale dove organizza eventi ci dice perentorio:

Comunque vada sarà un successo: se va bene OK se va male è una scusa per tornare in Italia e stabilirsi definitivamente ad Arezzo dove potrò tornare a mangiare all’Agania!

MASSIMILIANO proviene da una famiglia aretina molto nota. Due lauree, una preparazione culturale di ferro, lavora in un importante museo del centro di Londra.
Non pensa di tornare in Italia perché non sopporta più il clima di degrado e di odio in cui sta precipitando il paese.
Ci dice con una certa ironia:

Vivo la brexit sentendo aria di casa: infatti sembra Montecitorio anche se qua, nonostante la polemica aspra che attraversa la politica, nessuno attacca mai le istituzioni e le singole persone con un linguaggio barbaro come si fa in Italia.
Ci ha provato Boris Johnson ma quando ha sentito l’odore di premierato ha cambiato subito stile.

ALESSANDRO, scanzonato aretino in ogni poro della pelle, che lavora in una azienda di telecomunicazioni ci dice:

La mi’ mamma sarebbe contenta e io mangerei tutti i giorni il su’ pollo fritto ed a merenda un panino con la porchetta di Monte san Savino.

A margine di questo servizio,

il cronista de l’Ortica che voleva intervistare Theresa May, stanco dell’attesa ha sbottato: io Theresa “mai” la intervisterò ed è fuggito con una modella irlandese Luciano con modella provocando le rimostranze diplomatiche della premier britannica.

In ogni caso, brexit o non brexit, Londra resta un formidabile laboratorio multiculturale che crea arricchimento civile ed umano contro un arroccamento mentale che impoverisce sempre più paesi come l’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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