Teletruria esulta, sette giorni dopo la morte di Duranti

Ma non erano tutti a piangere attorno alla sua bara al suo funerale in Duomo?
Non sono passati neanche sette giorni dalla morte di Gianfranco Duranti, fondatore e direttore di Teletruria per 44 anni fino ai suoi ultimi giorni di vita, protagonista a livello nazionale della tv locale, e il Corriere di Arezzo pubblica una intera pagina piena di foto trionfalistiche come quella sopra,  della nuova redazione schierata attorno al nuovo direttore esultante.

Certo nuova vita a Teletruria.
Ed è proprio quella che Duranti ha assicurato alla tv aretina per 44 anni.
Ma non ricordare in mezzo ai trionfalismi della nuova redazione neanche con due parole che di nuove vite, tutte di successo in successo, Duranti ne ha fatte nascere a iosa a Teletruria è ben più grave di una ormai dilagante disinformazione.

Rivela un abisso culturale e morale sul quale rischiano di sprofondare i trionfalismi celebrati senza pudore di chi si sta sostituendo ad uno dei grandi protagonisti dell’informazione aretina per mezzo secolo. Legittimo il dubbio che siano degni del loro maestro, morto appena sette giorni fa.

Foto da Facebook

7 COMMENTI

  1. C è un tempo per piangere e un tempo per rimboccarsi le maniche e continuare un lavoro di cui si condividono princìpi ispiratori e metodi. Credo che quest’ ultimo sia il modo più dignitoso per onorare la memoria di qualcuno: dare continuità alla sua opera.Disturba qualcuno questo? Il dolore, la mancanza , il vuoto …restano, e sono qualcosa di intimo non qualcosa da ostentare. Continuare con dignità è uno dei modi di esorcizzarli.

  2. La Redazione di Teletruria prende fermamente le distanze da quanto scritto da un anonimo redattore sul sito web L’Ortica con una sola parola: vergogna. Vergogna su uno sciacallaggio e una strumentalizzazione di un lutto di cui probabilmente l’estensore dell’articolo in questione sa poco o meglio nulla di quanto sia stato vissuto non solo dalla redazione ma da tutto lo staff di Teletruria. Erano mesi che il nostro direttore stava molto male, e di certo non lo abbiamo pianto solo in Duomo. Quello è stato un doveroso omaggio, triste, di quelli a cui mai avremmo voluto assistere. Ed è anche per questo che Teletruria, d’intesa con la prorprietà, oltremodo addolorata per la scomparsa di Gianfranco Duranti, ha deciso di dedicare a Gianfranco una diretta dei funerali. Nessun trionfalismo caro estensore anonimo, nella nostra dolorosa ripartenza. Solo la volontà, espressa per primo da Gianfranco Duranti, come era ed è sempre stato nel suo stile sobrio, lucido, misurato e lungimirante, di non crollare ma di andare avanti e portare Teletruria verso quegli orizzonti che lui aveva già intravisto per il futuro, fatti di innovazione nella tradizione, nella “misura” e non nel becero chiacchiericcio. Ognuno di noi ha vissuto la malattia e la morte di Gianfranco Duranti in modo personale e con un peso immenso sul cuore. In primis, il nostro nuovo Direttore, Luca Caneschi, scelto proprio da Gianfranco a pochi mesi dalla sua scomparsa, perché certo che, da vero professionista, avrebbe guardato lontano, portando avanti un’eredità importante, consapevole degli onori e degli oneri che questa comporta. L’abisso culturale e morale è di chi ha scritto l’articolo apparso sull’Ortica, nascondendosi peraltro, e dietro un giudizio ignaro di molti fatti, emozioni, sentimenti che travalicano quanto a volte, come è giusto che sia, compare sui volti che conducono i nostri telegiornali o realizzano servizi. Dato che l’articolo, che definire infame è poco, si chiude affermando che sia legittimo il dubbio che tutti noi siamo degni del nostro maestro, Gianfranco, rispondiamo “sì”, speriamo di esserlo, perché Gianfranco ci ha insegnato lo stile, il garbo, la grazia, e soprattutto un modo di fare informazione che nulla ha a che fare con il gossip di bassa lega che si legge nelle righe di quanto affermato da L’Ortica. Ciarpame senza pudore, appunto.

    • La direzione e la redazione de l’Ortica si scusano con i lettori che hanno visitato i commenti all’articolo firmato dalla redazione, qui sopra pubblicato, per i termini inqualificabili che contengono. L’Ortica li ha pubblicati pur consapevole della gravità dei termini di un linguaggio offensivo anche verso la sensibilità del lettore e dei quali non si assume nessuna responsabilità oggettiva.

  3. Caro piccolo scrivano aretino che hai dedicato un po’ del tuo prezioso tempo per scrivere di noi di Teletruria sul sito satirico L’Ortica usando lo pseudonimo “Redazione”. Ti dico subito che faccio violenza a me stesso a risponderti ed a scendere al livello di bassezza al quale mi costringi, ma quanto però hai vomitato nel letamaio che hai scritto mi porta, per il rispetto delle persone che l’hanno letto, a scriverti in quanto chiamato in causa come indegno erede del ruolo di Direttore di Teletruria e, quindi, di Gianfranco Duranti. Sono sincero, mi è successo spesso in questi mesi, da quando sono al timone di questa barca che era già purtroppo priva della presenza fisica del suo storico capitano, di sentirmi inadeguato, non all’altezza di questo compito e, soprattutto, di questa pesante eredità. Con Gianfranco, però, ho condiviso tutto il percorso che ha portato a questa scelta, da lui voluta e indirizzata, oltre a venticinque anni di collaborazione e di rapporti sempre amichevoli e sereni. Forse ci voleva proprio una cosa schifosa come questa per farmi invece sentire motivato e, dirò di più, degno di rappresentare ed esprimere un modo di fare giornalismo e informazione così lontano dalle piccinerie, dai chiacchiericci, dai pettegolezzi, dalle cattiverie che tu, con il tuo scritto, hai così ben raffigurato.
    In fondo, quindi, devo ringraziarti, e con te ringrazio l’intero sito L’Ortica che negli ultimi tempi è stato così pieno di attenzioni per la mia persona. Mi avete urticato, è vero, e sinceramente anche suscitato reazioni forti, di rabbia e di dolore. Sono convinto che sui sentimenti delle persone non sia legittimo giocare, però ognuno ha il suo stile e non lo si può certo modificare.
    Un ultima cosa, sulla parola “esulta” riferita alla redazione. Sorridiamo, è vero, ed è questo il modo con il quale abbiamo salutato il nostro direttore: in tutti i servizi a lui dedicati abbiamo messo una foto nella quale Gianfranco, affacciato alla finestra della sede di Teletruria, si apre in un bellissimo sorriso. Resto convinto che questa sia la sua eredità più preziosa: la gioia e l’entusiasmo di fare questo lavoro, l’esatto opposto del livido rancore che traspare dall’articolo. Noi, caro “redazione”, visto che Gianfranco Duranti l’abbiamo conosciuto davvero siamo certi che questo è il suo spirito e quello con il quale vogliamo continuare a lavorare. Il resto lo lasciamo a te.
    Luca Caneschi

  4. I termini pescati da chi è succeduto a Gianfranco Duranti nel fondo dell’abisso che è troppo definire culturale, si commentano da soli. E confermano il dubbio espresso dall’articolo che i successori di Gianfranco Duranti siano degni del loro maestro

  5. Comunque nel fondo dell’abisso nel quale mi hai trascinato io ci vengo con la mia faccia, il mio nome e il mio cognome. Ora aspetto te.

    • La direzione e la redazione de l’Ortica si scusano ancora con i lettori che hanno visitato i commenti all’articolo firmato dalla redazione, qui sopra pubblicato, per i termini inqualificabili che contengono. L’Ortica li ha pubblicati pur consapevole della gravità dei termini di un linguaggio offensivo anche verso la sensibilità del lettore e dei quali non si assume nessuna responsabilità oggettiva.

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