Ad Arezzo, nel centro storico, il fine settimana non è stato movimentato soltanto da aperitivi e bicchieri alzati. In due locali sono arrivati anche i Carabinieri, accompagnati dai colleghi del NAS di Firenze e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Arezzo. E il conto finale, stavolta, non è stato quello del barista.
I controlli hanno fatto emergere irregolarità sia nella sicurezza dei luoghi di lavoro sia nella somministrazione di alimenti e bevande.
Due titolari denunciati e un’attività sospesa
Secondo quanto comunicato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Arezzo, i titolari dei due esercizi sono stati denunciati a piede libero per non aver provveduto alla formazione obbligatoria dei lavoratori sui rischi presenti negli ambienti di lavoro.
In uno dei locali mancava anche la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Una dimenticanza tutt’altro che secondaria, che ha portato alla sospensione dell’attività fino alla nomina della figura prevista dalla legge.
Insomma, per la sicurezza sul lavoro non basta sperare che vada tutto bene. Anche perché la normativa, notoriamente, non contempla la categoria del «s’è sempre fatto così».
Alimenti sequestrati e sanzioni pesanti
I militari hanno inoltre sequestrato circa 12 chilogrammi di prodotti alimentari ed elevato ammende per quasi 6mila euro.
A queste si aggiungono sanzioni amministrative per violazioni della normativa sul lavoro, per un totale superiore a 46mila euro.
Alcol ai minorenni: sanzionati entrambi i locali
Ma c’è un altro particolare che merita attenzione: in entrambe le attività sono state contestate violazioni amministrative per la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche a minori di 18 anni.
Per ciascun esercizio è scattata una sanzione di 333,30 euro.
E qui la battuta viene quasi da sola: ad Arezzo, a quanto pare, qualche locale è stato più attento a riempire i bicchieri che a controllare l’età di chi li ordinava.
I Carabinieri non hanno indicato nel comunicato i nomi dei due esercizi commerciali.
Resta un punto piuttosto semplice: il centro storico può essere un luogo di divertimento e socialità, ma sicurezza dei lavoratori, rispetto delle regole e tutela dei minorenni non dovrebbero mai diventare dettagli facoltativi.
I fatti riportati derivano dal comunicato del Comando Provinciale dei Carabinieri di Arezzo. L’articolo utilizza l’ironia per commentarli.


