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Al Tennis Giotto si gioca per 24 ore: racchette, burraco, trail e solidarietà, perché dormire era troppo banale

Venerdì 10 e sabato 11 luglio torna la “24ore Giotto”: sport, cena, musica e raccolta fondi per il Calcit di Arezzo a sostegno del Progetto Scudo

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Al Tennis Giotto si gioca per 24 ore: racchette, burraco, trail e solidarietà, perché dormire era troppo banale

Venerdì 10 e sabato 11 luglio torna la “24ore Giotto”: sport, cena, musica e raccolta fondi per il Calcit di Arezzo a sostegno del Progetto Scudo

Arezzo si prepara a vivere ventiquattro ore filate di sport, socialità e solidarietà al Tennis Giotto, dove per una volta l’insonnia non sarà un problema medico ma un programma ufficiale.

Venerdì 10 e sabato 11 luglio il circolo aretino ospiterà la tredicesima edizione della “24ore Giotto”, uno degli appuntamenti più partecipati dell’estate sportiva cittadina. Una maratona di iniziative tra tennis, trail running, camminate, burraco, musica e gastronomia, con un obiettivo che vale più di qualunque coppa: raccogliere fondi per il Calcit di Arezzo, a sostegno dei servizi di cure domiciliari oncologiche del Progetto Scudo.

Il via sarà venerdì sera alle 20.45 con una camminata non competitiva di cinque chilometri aperta a tutti. Praticamente lo sport democratico: ognuno col proprio passo, senza l’ansia da cronometro e senza dover fingere di essere Kipchoge dopo tre giri del parcheggio.

Alle 21.00 partirà invece, dal parcheggio interno del circolo, la gara notturna Arezzo Wild Trail – Night Edition, che porterà i partecipanti a correre nello scenario archeologico e paesaggistico del colle di San Cornelio. Il tutto accompagnato da un dj set, perché evidentemente anche la fatica, se ha una base musicale, sembra quasi una scelta ragionevole.

Alle 21.30 spazio al torneo di burraco, disciplina nella quale lo sguardo dell’avversario può fare più danni di un rovescio lungolinea. Insomma, non solo gambe e racchette: alla “24ore Giotto” si allenano anche pazienza, strategia e capacità di non litigare per una carta calata male.

La giornata di sabato sarà dedicata soprattutto al tennis, con un doppio torneo di singolare e doppio in programma dalle 9.00 alle 19.00. Ogni partecipante potrà scegliere il proprio orario di gioco e confrontarsi in incontri della durata di un’ora. Una formula elastica, così nessuno potrà dire di non aver avuto tempo. Lo dirà lo stesso, naturalmente, perché l’essere umano ha inventato le scuse prima ancora del servizio in kick.

Alle 19.30 verrà inaugurato anche il rinnovato “Campo 8” in resina sintetica, fresco di restyling dopo quasi quindici anni di attività, grazie al sostegno degli sponsor Milani Colori e Thermo Cappotti.

Nel pomeriggio i riflettori saranno puntati anche sul padel: alle 15.00 la squadra maschile di serie D del Tennis Giotto affronterà il Livorno Padel Center nello spareggio decisivo per la promozione in serie C. Una partita importante, di quelle in cui ogni punto pesa e ogni “era fuori” può diventare materia da tribunale popolare.

Il gran finale è previsto sabato alle 20.30 con la tradizionale cena, momento conviviale della manifestazione e occasione per consegnare al Calcit l’assegno con il ricavato dell’evento. Poi la festa continuerà anche dopo cena, con la possibilità per i soci del circolo di accedere all’area VIP del Mengo Music Fest al parco Il Prato, nella serata che avrà come momento centrale il concerto dei Subsonica, unica data in Toscana per i trent’anni di attività del gruppo.

«La “24ore Giotto” è una grande festa che ogni estate riunisce ogni componente del nostro circolo in un clima di amicizia, condivisione e partecipazione», commentano i consiglieri Riccardo Boncompagni ed Ernesto Borghini. «Il programma rinnoverà un format che abbina sport, divertimento e socialità, con tante iniziative tra sport e aggregazione, con la suggestione della grande sfida di tennis e con il valore aggiunto della solidarietà a favore del Calcit di Arezzo».

Una ventiquattro ore dove si corre, si gioca, si cena, si ascolta musica e soprattutto si contribuisce a una causa concreta. Che poi è la parte migliore: fare comunità senza limitarsi alla solita foto di gruppo con sorriso istituzionale e stretta di mano a favore di obiettivo.

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