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Arezzo, ecco i nuovi cassonetti “mimetici”: talmente brutti che spariscono da soli
(dalla dignità cittadina)

Alòoo, l’hanno fatta fina: per un vedelli più, li hanno fatti color… oh via”, s’è capito

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Arezzo, ecco i nuovi cassonetti “mimetici”: talmente brutti che spariscono da soli
(dalla dignità cittadina)

Alòoo, l’hanno fatta fina: per un vedelli più, li hanno fatti color… oh via”, s’è capito

AREZZO — Dal cuore del centro storico sboccia la primavera… e con lei anche i nuovi cassonetti “a basso impatto visivo”. Basso sì, talmente basso che s’è infilato direttamente sotto le suole dei cittadini insieme a un certo colorino che definire “terra” sarebbe un’offesa all’agricoltura: un elegante, autoreferenziale, democraticissimo marroncino tendente al “cacchina deluxe”.

Il Comune, insieme a Sei Toscana, presenta con orgoglio la rivoluzione della raccolta rifiuti: contenitori più moderni, intelligenti, col cervello elettronico e l’accesso con tessera. Insomma, più furbi dei cittadini che li guardano e pensano: “O che s’è fatto, s’è ribaltata la stalla in Piazza?”

L’idea, dicono, è ridurre l’impatto estetico nel centro storico. E qui scatta la magia: non li vedi perché non vuoi vederli. Una scelta cromatica che richiama la tradizione… ma quella delle scarpe pestate nel giorno sbagliato. Un mimetismo talmente avanzato che si confonde perfino con l’umore generale.

Eppure, sotto sotto, un senso c’è: se il cassonetto è già color rifiuto, almeno non si nota quando è pieno. Visionari. Minimalisti. Filosofi del pattume.

C’è chi li guarda e dice: “Pare un mobile dell’Ikea dopo un litigio”. C’è chi invece apprezza la tecnologia: “Oh, almeno ora per buttà l’immondizia ci vole la tessera, così se uno sbaglia bidone lo fa con più consapevolezza”.

Il progetto punta ad aumentare la raccolta differenziata. E infatti la differenza si vede subito: tra quello che ci avevamo prima e quello che ci ritroviamo ora, è cambiato il colore… e forse pure l’autostima urbana.

Intanto i turisti passano, scattano foto ai muri antichi, ai vicoli suggestivi… e poi si fermano un attimo, guardano i cassonetti e pensano: “Ah, ecco, anche qui arte contemporanea”.

Arezzo innova, sperimenta, osa. E se il futuro è questo marrone deciso e convinto… beh, teniamoci pronti: almeno siamo già allenati a guardarlo.

Credits: foto e video la Pecheronza

1 COMMENTO

  1. Lasciate in città (dentro le mura) la raccolta porta a porta. E’ si costosa ma funziona e non ci sono bidoni, bidoncini, bidoni che sembrano bare ecc. Togliete la raccolta porta a porta dalle frazioni è costosa e non aggiunge nulla al servizio con i cassonetti esistenti. Aggiungete a ridosso della città murata e dove possibile i cassonetti a scomparsa ad elevata capacità (come quelli a Firenze). Non serve altro.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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