Alla vigilia dell’8 marzo, i numeri raccontano un’imprenditoria femminile che resiste e si riorganizza, pur in un contesto economico complesso. In provincia di Arezzo le imprese guidate da donne sono 8.282, in lieve calo (-0,9%) rispetto al 2024, ma ancora pari al 23,6% del totale delle aziende attive sul territorio.
Un dato che conferma la solidità strutturale del tessuto “in rosa”, con una presenza significativa soprattutto in alcuni comparti chiave dell’economia locale.
I settori dove le donne sono più presenti
Il commercio si conferma il settore con il maggior numero di imprese femminili (1.822, pari al 22% del totale delle aziende guidate da donne), seguito da agricoltura (1.559 imprese, 18,8%), manifatturiero (1.007, 12,2%) e altre attività di servizi (936, 11,3%).
Se si guarda invece al peso delle imprese femminili all’interno dei singoli comparti, emergono percentuali ancora più significative:
- nelle altre attività di servizi le aziende guidate da donne rappresentano il 59,1% del settore;
- nell’istruzione il 36,3%;
- nella sanità e assistenza sociale il 36%;
- nei servizi di alloggio e ristorazione il 31,3%;
- in agricoltura il 28,8%.
Dove si registra il calo
Tra i principali comparti, hanno inciso sul segno negativo l’agricoltura (-2,3%), il manifatturiero (-3,2%), il commercio (-2,1%), i trasporti (-8%), i servizi di alloggio e ristorazione (-1,2%) e le attività artistiche e sportive (-2,5%).
A contenere le perdite sono stati invece costruzioni (+0,7%), servizi di informazione e comunicazione (+5,6%), attività finanziarie e assicurative (+5%), immobiliari (+1,4%), professionali e scientifiche (+0,5%), servizi di supporto alle imprese (+1,1%) e altre attività di servizi (+0,6%).
Occupazione: oltre 21mila addetti
Le imprese femminili danno lavoro a 21.215 addetti, pari al 18,2% del totale provinciale. Anche in questo caso si registra una flessione rispetto al 2024 (-1,4%).
Il profilo delle imprenditrici
Sono 15.631 le donne che ricoprono cariche imprenditoriali in provincia di Arezzo (amministratrici, socie e titolari individuali). La fascia più rappresentata è quella tra i 50 e i 69 anni (7.906 cariche), seguita dalle 30-49enni (5.016). Le over 70 sono 2.233, mentre le under 30 si fermano a 472, segnale di una presenza giovanile ancora limitata.
Accanto alla componente italiana (13.679 donne), si distingue una presenza straniera significativa con oltre 1.900 imprenditrici nate all’estero. Le comunità più numerose sono quella rumena (438), cinese (191) e albanese (135), seguite da Bangladesh, Pakistan e Nigeria.
Il commento
“I dati di fine 2025 delineano un tessuto imprenditoriale femminile che dimostra una straordinaria capacità di riposizionarsi verso i servizi avanzati e le attività professionali” commenta Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena.
Uno scenario che però si confronta con una congiuntura nazionale debole, tra consumi fragili, costi energetici elevati e incertezze internazionali. In particolare, i mercati del Medio Oriente – che nei primi nove mesi del 2025 hanno assorbito l’8,4% dell’export provinciale (oltre un miliardo di euro su 12,4 miliardi complessivi) – rappresentano uno sbocco strategico, trainato in particolare dalla gioielleria verso gli Emirati Arabi Uniti.
“In questo contesto così instabile – conclude Guasconi – la capacità delle donne di fare impresa, integrando culture e visioni diverse, rappresenta una risorsa strategica imprescindibile per la tenuta sociale ed economica della nostra provincia.”

