Cronaca di un Natale in rosso

Forse l’abbiamo sfangata anche queste feste.
Un Natale insolito anche ad Arezzo dove tra brontolii e rispetto delle norme gli aretini hanno dimostrato di essere meno botoli ringhiosi di altre volte.

Le foto di Piazza Grande deserta ma bellissima hanno impazzato, così come i due camion che si sono schiantati nel sottopasso di Via Vittorio Veneto, pensando che con il rosso si alzasse il livello di altezza.

Purtroppo c’è stata una disavventura anche per Babbo Natale che aggirandosi presso una abitazione veniva scambiato per un ladro.
Arrivati i carabinieri si scopre che era un Babbo Natale innamorato che voleva lasciare il suo regalo alla bella che lì abitava.
Oramai non ci si fida più di nessuno.

Certo le strade deserte ed i locali vuoti fanno una certa impressione ma, intervistati, molti ristoratori hanno dimostrato più buon senso di certi attivisti della “caciara”, consapevoli che è dal comportamento di tutti che nasce la speranza di una ripresa, anche se lenta, della normalità.

Un Natale più intimo, rallentato, che ci ha permesso di guardarsi meglio intorno.

Come quell’anziano che trovi sempre da solo in una panchina prima di una rotonda che, mentre le auto sfrecciano nella strada, prova a salutare quelli che passano veloci nella corsia pedonale.
Li saluta tutti ed aspetta un cenno di risposta e mi sembra ci rimanga male quando questo non avviene.
Nell’altro lato della strada c’è uno spazio per cani dove questi animali, inconsapevoli di quanto sta succedendo agli uomini, chiedono di giocare, di correre, di divertirsi.

Invece che di panettoni, spesso c’è fame di affetto.

Per gli amici dell’Ortica ho scritto questa canzone che vi canterò per l’ultimo dell’anno:

Sporco virus ti scrivo

Così ti insulto un po’

E siccome sei molto fetente più forte ti insulterò

Da quando sei venuto c’è una grossa novità

Ho du palle come ova de nana

E qualcosa ancora qui non va

Si esce poco la sera, anzi proprio per niente

E c’è la gente che rompe i coglioni anche dalle finestre

Ma la televisione ha detto che il nuovo virus

Porterà una trasformazione, da Londra già lo sanno

E si farà l’amore soltanto a 90 gradi

Per rispettare il distanziamento dalla bocca e dai nasi

E senza grandi disturbi qualcuno sparirà

Saranno forse i troppo furbi o i negazionisti di ogni età

Vedi sporco virus quanti casini ti dico

E come sono preoccupato di poter essere contagiato

Vedi vedi vedi carogna virus cosa bisogna inventare

Per poter riderci sopra e continuare a sperare

L’anno che sta arrivando spero che sparirai (grazie al vaccino)

Altrimenti mi sto già cacando sotto

È questa la novità.

Buon anno!

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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