Arezzo che resiste

Se non fosse per le mascherine, girare per Arezzo nel fine settimana potrebbe sembrare che non sia successo niente.

La voglia di ricominciare è tanta, anche se a falsare un po’ le carte sono i tanti ragazzi che, liberi dalla scuola, affollano il Corso e tutte le dislocazioni tipiche giovanili.
In centro ci sono file ai negozi di gelati, a quelli di intimo, c’è un brusio piacevole di una città che vuole rivivere.
Certo, i distanziamenti non sono sempre rispettati, ma speriamo che il buon senso prevalga.

Intanto rivedi anche manifestazioni di ogni tipo come gli antivivisezionisti, loro sì con maschere vere.

Ma anche parlando con i commercianti, quelli veri, quelli piccoli e storici, quelli che non sono sempre lì ad incolpare il governo, il destino baro, i complotti dei poteri forti, parlando con loro ti accorgi che c’è una volontà forte di non lasciarsi travolgere dagli avvenimenti.

E’bello vedere il carattere aretino rustico e forte, che non cerca scuse, ma si rimbocca le maniche e cerca di andare avanti.

Gianni Rossi

Potremmo fare decine di esempi, da Paola della rosticceria Sapori, che non ha mai perso il sorriso e si è attrezzata, con fatica ma con grande abilità e professionalità: In fondo ad Arezzo ci sono i commercianti più tosti – mi dice; con Roberto di Viaggiando che valuta la situazione con il giusto equilibrio, con quel buon senso che ti fa capire che ce la farà; poi passando da Piazza Grande trovi lui, Gianni Rossi che non si smuove dal suo negozio di antiquariato nemmeno con le cannonate.
È lì a sistemare i suoi congegni antichi e mi fa vedere subito la sua mascherina personalizzata, ricamata a mano con il nome.
Anche lui ha il sapore antico del buon senso.
Ci vuole coraggio- mi dice- ma anche prudenza.
Domenica ci sarà la fiera antiquaria al Prato.
La decisione di farla lì, è giusta in questo momento, perché permette più facilmente il distanziamento.
Eppure tanti colleghi hanno protestato perché avevano il posto in piazza Grande più favorevole.
Ecco – mi dice – spesso si dimentica la gravità di quello che è successo con questo virus.

Sì, lo so – gli rispondo – in questo momento a Roma ci sono degli imbecilli che protestano contro il governo, affollandosi e senza mascherina, perché, dicono, che il contagio è tutta una montatura, non esiste, e la paura è stata creata ad arte per tenerci soggiogati.

A Gianni si vede sorridere gli occhi dietro la sua mascherina personalizzata e riporta subito il discorso sugli ultimi suoi lavori realizzati con fantasia da oggetti recuperati dal tempo.

In fondo sono proprio persone come Gianni, come la Paola, come Roberto, persone concrete, che reggono la speranza di un futuro migliore per questa città.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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