Colcitrone in mezzo al guado

Sembrava che, dopo l’esposizione della “Relazione del Capitano” (anzi, delle due Relazioni, perché due sono stati i Capitani) sulle Giostre del 2019, tutto fosse tranquillo a Porta Crucifera, un Quartiere, in cui le discussioni e le polemiche non mancano neppure quando vince, figurarsi quando perde, come avviene ormai dal Giugno 2015, ovvero da ben 9 Giostre, con conseguente privazione della leadership solitaria nel numero delle Lance d’Oro conquistate.

La decisione del Consiglio Direttivo di proseguire anche per il prossimo anno – l’ultimo dei tre prestabiliti ad inizio mandato – nel proprio progetto di rinnovamento del gruppo dei cavalieri, puntando sui giovani e confermando Carlo Farsetti nell’incarico di Allenatore, sembrava la più logica e, tutto sommato, pur tra qualche immancabile mugugno, sembrava essere stata accettata dal popolo rossoverde.

Diciamo “sembrava”, perché a turbare il già piuttosto precario equilibrio di un quartiere da alcuni anni a digiuno di vittorie, ci ha pensato lo stesso Farsetti, rassegnando le dimissioni.

Cosa sia accaduto dal giorno dell’assemblea ad oggi nelle recondite stanze di Palazzo Alberti e cosa abbia indotto Re Carlo a prendere una così improvvisa e dirompente decisione, non è dato sapere, anche perché, allo stato, non esiste un gruppo di opposizione all’interno del Quartiere, che possa contrastare o mettere in discussione l’operato dell’attuale Consiglio Direttivo, il quale, a differenza di altri C.D. del passato, ha avuto e ha agio di prendere decisioni in assoluta libertà ed autonomia e che, con alcuni dei suoi stessi componenti, per accreditarsi all’esterno, può permettersi di svolgere azione, come si suol dire, sia di lotta, che di governo.

Tuttavia, com’è o come non è, le dimissioni di Farsetti hanno certamente colto di sorpresa i dirigenti di Colcitrone, i quali, al di là della dichiarazione di facciata della risoluzione consensuale dell’accordo di collaborazione ed a meno di un ulteriore colpo di scena, vedono andare in fumo il loro progetto tecnico e si trovano ora nella necessità di trovare un nuovo Allenatore che possa condividere le loro idee ed un campo di prove adeguato, dal momento che anche il progetto di sistemazione di quello del Quartiere, per quanto ben avviato, non potrà essere realizzato nei tempi piuttosto brevi che la Giostra impone.

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

1 COMMENTO

  1. 《Sanza lodo e sanza infamia》Arezzo tira innanzi… e così la sua Giostra e i suoi Quartieri. Quelli “moderni” – Sant’Andrea e Santo Spirito – ci riescono meglio di quelli “antichi” – Crucifera e Foro: il primo è riuscito a vincere una Giostra sulle ultime 17 corse, il secondo una sulle
    ultime 23. Ogni Quartiere ha le sue
    attività socio-culturali ma il punto di
    forza consiste soprattutto
    nell’organizzazione dei momenti
    goderecci e della Giostra. I Quartieri
    che ho definito “moderni” sono
    appunto più bravi a organizzare
    conciliando le due anime; quelli “antichi”, per ora, sono in mezzo al
    guado…

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