Dal matrimonio al terremoto Arezzo una citta’ “stupefacente”

Non si può dire che manchino gli avvenimenti ad Arezzo.

Prima lo slittamento del matrimonio del primo cittadino con la fidanzata americana che ha dato adito ad un sacco di mormorii.

Chi da la colpa alla Tanti il cui legame politico risulta stretto stretto tanto da ingelosire l’americana; e chi mette in relazione lo slittamento con le improvvise dimissioni di Domenico Giani da capo della gendarmeria del Vaticano, quasi che ad Arezzo mancassero gli armigeri.

Per fortuna (si fa per dire) a cambiare discorso ci ha pensato il terremoto che è sempre un buon diversivo.

Gli aretini nelle interviste danno il meglio.

  • Il mi’ cane a’ aviato a agitasse e poi ho sentito un bummm che parea la fine del mondo

Un altro che dice: Io credevo ce fosse di nuovo il Saracino.

Quello accanto: ero a letto e me so arbutolato tutto.
Madonna XXX ho avuto n’à paura Dio XXX che volevo subito ire a mette un cero alla Madonna del Conforto

Però si comincia a capire perché gli aretini siano così “stupefacenti”.
In queste ultime settimane è stata sequestrata in città più droga del cartello di Medellin.

Vendita a domicilio o con il posto fisso al parco Giotto, quello che una volta era il quartiere più chic di Arezzo; consegne in bicicletta o all’arrivo dei treni; coltivazioni casalinghe, negli orti al posto delle zucchine.

Del resto a consumarla non sono forse i buoni, bravi borghesotti cittadini?
Quelli che si scandalizzano per gli immigrati?

Peccato che a rimetterci in questa crociata ci sia anche Walter de Benedetto il malato di artrite reumatoide che coltivava piante di marijuana perché la quantità passata dalla Asl non era sufficiente per alleviare il suo dolore.

Sono le contraddizioni di una città che dispone dell’urologia robotica tra le top 20 in Italia e poi non trovi un gabinetto pubblico aperto da nessuna parte: se ti scappa ti devi fare operare!

Ma tutti questi problemi a breve saranno dimenticati dagli aretini perché si avvicina il tempo del mercatino tirolese e della “rota” che come le pubblicità di Poltrone sofà anticipano il Natale di mesi.
Quasi che anche noi avessimo politici di qualità!

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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