Giostra del Saracino: e le prove hanno inizio

Le prove della Giostra del Saracino sono partite con oltre 50 minuti di ritardo a causa di una parte della lizza troppo cedevole e pericolosa per i cavalli.
Lavori incessanti da parte della ditta responsabile della manutenzione e, finalmente, si parte.
Il primo giorno di prove dei giostratori inizia con l’imprevisto poi è la volta dei protagonisti, quelli veri; i giostratori.

Ed allora vediamo come è andata:
naturalmente il tiro che tutti attendono è quello che copre il 5 e che, ormai da svariate giostre, è l’unico che fa esultare i popoli dei quartieri.
Sugli scudi Enrico Vedovini e Gianmaria Scortecci.
I giostratori di Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito hanno aperto i loro tiri con il centro e su quel punteggio hanno più volte fermato la lancia.

Più lento a prendere le misure a Buratto l’altro bianco verde Tommaso Marmorini mentre il giallo blu Elia Cicerchia ha palesato problemi con il cavallo che è parso arrivare al colpo di lancia un po’ troppo largo tanto che Cicerchia ha provato diversi tiri con punteggi altalenanti e, in conclusione delle sue prove ha anche effettuato delle carriere a vuoto al fine di studiare meglio la traiettoria ottimale.

Ma siamo solo al primo giorno e tempo per trovare tutte le possibili soluzioni ce ne è ancora molto.
Ottime le prove di entrambi i giostratori di Porta Del Foro, non per nulla è la coppia che si è aggiudicata l’ultima edizione, con Parsi ed Innocenti subito in palla.

Primo quartiere a provare è stato Porta Crucifera con Rauco che nei suoi tiri è sempre addosso al centro e Vanneschi al quale serve qualche carriera in più ma poi anche lui si stabilizza nella parte centrale del cartellone

Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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