Sui rimborsi bancari anche l’informazione (locale) ci zuppa poco

Fare gli annunci prima di avere i decreti attuativi è certamente pericoloso e fa girare la testa a molti giornalisti.
E’ successo con i previsti rimborsi agli azzerati delle banche dove fino all’ultimo si sono rincorse informazioni che si contraddicevano tra loro.

Rimborsi per tutti, no anzi, solo per pochi; rimborsi agli azionisti, ai bondisti (quelli che seguono i film di James Bond?), li vogliono anche i camionisti perché dicono: anche noi finiamo per “isti”.

Così in questo caos i poveri giornalisti, (già, isti, li chiederanno anche loro?) nella fretta di lanciare le notizie non stanno certo attenti alle congiunzioni.

Eppure in questo caso non sbagliare congiunzione è particolarmente importante.

Se il giornale locale scrive che per i rimborsi automatici occorre un reddito sotto i 35mila euro e un patrimonio di centomila euro sembra che occorrano tutte e due le condizioni per partecipare a quel rimborso.
Sarebbe bastato mettere una “o” al posto della “e” per cambiare tutto.
Infatti le due condizioni sono alternative e non congiunte.

Così come si faceva riferimento, ancora ieri mattina, al reddito ISEE e non imponibile IRPEF, perché le due cose sono profondamente diverse.

Ma si sa, quando si parla di soldi si rischia di perdere il lume della ragione.

Per chiarire, quindi, il ristoro automatico (sempre dietro la compilazione di una domanda a partire da fine maggio in un portale internet) sarà per gli azzerati che hanno avuto nel 2018 un reddito inferiore ai 35mila euro o (o) un patrimonio fino a centomila euro. (capito?).

Quelli che restano fuori da questi paletti saranno valutati da una commissione tecnica di nove membri nominata al Tesoro, che dicono sarà soft, un arbitrato semplificato, ma di cui non abbiamo ancora nessun dato.

Le banche dovranno fornire i documenti in loro possesso entro 30 giorni dalla richiesta.

I beneficiari saranno i famosi obbligazionisti sub (quelli che dal 2015 stanno in apnea in attesa dei rimborsi).
Alcuni hanno già avuto c.a. l’80% e con questo decreto potranno arrivare al 95% dei titoli comprati.

Ma, visto che siamo in piena campagna elettorale era necessario ampliare la platea dei beneficiari allargando i rimborsi, fino al 30 per cento, anche agli azionisti.

Questo, per essere obiettivi, e ve lo dice uno che ha seguito fino dall’inizio le vicende di Bancaetruria, è alquanto curioso perché le azioni non sono mai di risparmio.

Ma tantè, l’importante è fare veloci perché superato maggio (e le elezioni europee), tutto sarà più difficile e si rischia che gli azzerati sub (ordinati) non abbiano più l’ossigeno.

E poi quale è la differenza tra te e una banca?
Nessuna, infatti se fallisci tu ti portano via la casa e i risparmi, se fallisce la banca ti portano via la casa e i risparmi.

 

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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