Il Carnevale e il capitano

Semel in anno licet insanire e’ un concetto espresso da grandi autori dell’antichità quali Seneca, Orazio e Sant’Agostino e quella volta all’anno, in cui è lecito impazzire, e’ stata da secoli individuata nel Carnevale: una festa, in origine pagana, che, a partire  dal Medioevo, viene celebrata nei Paesi di tradizione cristiana prima dell’inizio della Quaresima, il periodo in cui, secondo le prescrizioni della Chiesa, si fanno riflessioni, penitenze, astinenze dal consumare carne, come il termine stesso (dal latino carnem-levare) sta a significare.

Durante il Carnevale, invece, ci si abbandona al divertimento più sfrenato, a scorpacciate di cibo, a burle goliardiche (“a Carnevale ogni scherzo vale”), a mascheramenti e travestimenti fatti allo scopo di sovvertire l’ordine prestabilito o, in qualche caso, per allontanare il maligno (a Venezia e’ stata fatta una seduta spiritica per far tornare Nosferatu nella tomba).

Se, poi, pensiamo a ciò che scriveva Goethe a proposito del Carnevale (Romano) e cioè “non una festa concessa al popolo, ma una festa che il popolo concede a se stesso”, si vede bene come il Carnevale sia la festa preferita dal Capitano, populista per eccellenza, sempre pronto alla lotta contro il male, al punto da avvertire odore di zolfo nelle canzoni del Festival di Sanremo ed assolutamente insuperabile in fatto di cibo e dolciumi (vedi Nutella ed altro), di travestimenti e di mascherate (felpe, t-shirt e divise varie).

Del resto, tutto quanto è in perfetta linea con la Carnevalata – continua e non semel in anno -, che è il governo, di cui fa parte.

Tradizioni, costumi e goliardate di Carnevale, Martedì Grasso in giro per il mondo 

 

CONDIVIDI
PrecedenteLe frasi di Pietro – I Negrita tornano a casa… bastonati
SuccessivoSegnali di fumo dalle mense scolastiche cosa bolle nella pentola della super mensa – VIDEO
Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

LASCIA UNA RISPOSTA