Sindrome Charles Bronson (il giustiziere della notte)

Mi chiedo cosa siamo diventati, la rete invasa da slogan “io sto con Fredy”, quando sarebbe meglio che qualcuno stesse con Freud, quello che dopo anni di studi sulla psiche umana sentenziò: “la gente non sta bene.”
Io posso arrivare a capire che uno preso dalla disperazione per i troppi furti possa perdere la testa, però non lo giustifico.

In poche ore gli ultras da tastiera hanno formato i Fredy Pacini fans club con tanto di slogan “giù le mani da Fredy.” Un fiume in piena nel quale anche il poro schifoso ha bisogno di dire la sua.
In alcuni dei casi gli autori dei post sono gli stessi che poche ore prima hanno lanciato petizioni contro la barbarie della caccia al cinghiale o hanno gridato forte al cielo: “stop alla vivisezione.”

Sensibilità nei confronti dei poveri ungulati che stride con tanta freddezza nei confronti di uno sciagurato moldavo, Mircea Tonjoc di 29 anni, morto dissanguato in seguito alle ferite dopo la fucilata del Pacini.
Matteo Salvini, detto il ruspa, ha già chiamato il giustiziere della notte di Monte San Savino.
Andrà presto a trovarlo, l’importante è che gli faccia trovare un paio di panini alla porchetta e un fiasco di vino.
Ma veramente pensate che i problemi di ordine pubblico si possano risolvere a colpi di pistola o fucile a canna mozza?

Negli Stati Uniti la vendita di armi è libera, puoi acquistare una pistola con la stessa semplicità che occorre per comprare una scatola di biscotti, la difesa è sempre legittima.
Se un ladro viene sorpreso dal padrone di casa, e il padrone di casa ha una pistola in mano, il ladro è un uomo morto.
Nel paese dei cowboy la difesa della proprietà privata è sempre legittima. Inoltre in alcuni stati esiste ancora la pena di morte.

Aggiungo, infine, che la polizia spara sempre per prima, non è autorizzata a farlo solo per rispondere al fuoco nemico. In parole povere un ladro o un rapinatore hanno una percentuale molto alta di non invecchiare. Negli Stati Uniti circolano oltre 270 milioni di armi da fuoco tra i civili, più di una per ogni adulto americano. I dati parlano di oltre 38mila vittime delle armi da fuoco solo nel 2016, contro le 33mila e 500 in media tra il 2011 e il 2014.

Nonostante la pena di morte, la polizia dal grilletto facile e le armi di autodifesa nella mani di gran parte della popolazione, negli Stati Uniti i crimini violenti, gli omicidi, gli assalti aggravati, gli stupri e i furti sono in continua crescita. Per fugare ogni dubbio aprite Google e analizzate i dati diffusi ogni anno dall’FBI.

Vogliamo diventare un paese dove ognuno è libero di farsi giustizia da solo? Ma soprattutto siete veramente convinti che l’uccisione del ladro moldavo possa in qualche modo funzionare come deterrente nei confronti del ladro di turno?

Ricordo ancora un viaggio per lavoro in Brasile, circa 15 anni fa. Riuscì ad entrare in una delle tante favelas grazie all’aiuto di alcuni amici brasiliani e ne rimasi sconvolto. Poveri cristi che vivevano in uno stato di povertà che noi europei non possiamo neanche immaginare, persone che non riuscivano a mettere sotto i denti un pasto al giorno.
Oggi la situazione è peggiorata.

Spesso calano a Copacabana o Ipanema nella speranza di riuscire a rapinare un turista. Anche la polizia Brasiliana non fa tanti complimenti e spara anche a ladri disarmati, spesso sono ragazzini, i meninos da rua, quelli che la polizia brasiliana fece sparire prima delle olimpiadi e dei campionati mondiali di calcio.
Un esercito di disperati ai quali non frega niente se la polizia spara, se il cittadino si difende con le armi da fuoco e tantomeno se la giustizia brasiliana è inclemente.
Non hanno futuro, non hanno lavoro, non hanno assistenza sanitaria, non sanno cos’è una scuola, non hanno da mangiare e da bere, sono già morti, figuratevi se possono aver paura di un uomo armato.

Questo deve farvi capire che non ci sono armi da fuoco o giustizia capitale che possano far desistere dai suoi intenti una persona che non ha un briciolo di futuro.
Non servono armi serve più giustizia sociale, occorre sconfiggere la povertà e creare un mondo migliore di questo.

Faccio mio un pensiero di Pier Paolo Pasolini: Finché l’uomo sfrutterà l’uomo, finché l’umanità sarà divisa in padroni e in servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui.”
Quindi, cari leoni da tastiera datevi pace, è morto un essere umano, un uomo che ha commesso un errore, non così grave da pagarlo con la vita.
Leggendo i vostri commenti capisco quanto ci siamo incattiviti.
Al dirompente aumento di notizie con cui veniamo a contatto quotidianamente, non corrisponde una doverosa attenzione a un pensare riflessivo.
La categoria alla quale spesso non sono orgoglioso di appartenere non pensa a formare un’opinione pubblica in modo equilibrato, la regola del sensazionalismo è imperante, la tendenza è quella di dare esagerato rilievo a certe notizie con il fine di suscitare l’interesse morboso dei lettori e dell’opinione pubblica.
I risultati di questa centrifuga alla materia grigia della popolazione italiana la potete leggere da ieri su Facebook.

3 COMMENTI

  1. Pertanto un bonus pater familias, che con il sudore della sua fronte e la fatica della sua mente e delle sue braccia, che con quel lavoro dà da mangiare a se stesso, alla sua famiglia, ai dipendenti e probabilmente le rispettive famiglie, deve lasciarsi violentare e forse anche uccidere dal primo – anzi ennesimo – fuorilegge? Le forze dell’ordine non hanno colpa alcuna. Forse maggiore ne hanno i giudici ed il legislatore, che non infliggono pene al limite del perpetuo per chi si macchia di simili crimini, che solo in apparenza sono piccoli e dettati dalla fame. Se non erro se si è ridotti alla fame ci si può rivolgere alle varie associazioni di carità presenti sul territorio… o comunque fare qualunque altra cosa, purché non sia delinquere, deliberatamente e reiteratamente col proprio libero arbitrio decidere di delinquere, di arrecare danno grave alla moralità, alle fisicità, al patrimonio altrui. Ogni paragone con le favelas lo trovo decisamente stridente ed inappropriato. Non sto giustificando chi uccide per difendersi, ma sto leggendo che sostanzialmente non doveva difendersi tale persona? Doveva dapprima farsi sparare o lasciarsi ferire con armi bianche od improprie, e solo allora aveva il diritto di difendersi? Veramente si sta asserendo che in tal caso Pacini sarebbe allora stato moralmente autorizzato a difendersi? Questo sarebbe il risultato di decine di anni di propaganda sinistroide? Purtroppo pare di si, ahimè! Forse chi blatera così non ha mai avuto un’attività creata con le sue stesse mani, un laboratorio, dei dipendenti da sfamare, lo Stato stesso da pagare in termini di imposte e tasse a livelli tra i più alti… Il senso di profondo morale e reale defraudamento pervade l’animo devastato di certe persone, lo stesso scoramento e distruzione morale – lo stesso! – che per onestà intellettuale si deve ammettere pervade l’animo di chi ruba e rapina per un supposto bisogno. Laissez-faire, laissez-passer, questo il leit-motiv di una sinistra aberrante, che si spaccia per sola ed unica depositaria di cultura e moralità.

  2. Lei signor Antonino b dimostra con questo commento di aver capito poco di quello che ho scritto. Anche lei, come tanti altri, si lascia trasportare dall’emotività del momento. Ho forse scritto che abbiamo una magistratura efficente e una certezza della pena? Lo sciagurato moldavo stava bene in galera, in compagnia di tutti quelli che pensano di poter vivere alle spalle degli altri. Quello che lei non capisce, o fa finta di non capire, è ciò che io sostengo e che è alla base di ogni democrazia e società civile: nessuno deve farsi giustizia da solo, la reazione deve sempre essere proporzionata all’offesa, così come recita l’articolo 52 del codice penale, altrimenti è il far west con tutte le drammatiche conseguenze che ne conseguono. Esultare alla morte di un essere umano, così come ho visto fare a un preoccupante numero di persone, rappresenta un segnale di inciviltà. Il paragone delle favelas serviva a far riflettere: puoi armare i cittadini, puoi dare carta bianca alle forze dell’ordine di sparare anche a persone disarmate o di fare una pulizia etnica, come nel caso dei Meninos de rua uccisi dai famigerati squadroni della morte composti da poliziotti in libera uscita, ma il problema resterà sempre lo stesso, chi non ha un briciolo di speranza e vive nella povertà assoluta delle pallottole dei poliziotti o del privato cittadino se ne infischia. Ovvio che da noi la situazione è diversa, il mio però è un segnale di allarme perché in Italia le cose stanno peggiorando e alla fine,purtroppo, ci saranno sempre più poveri e sempre più disperati.

    Massimo Gianni

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