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Che tempi, quando si votava col rossetto!

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Che tempi, quando si votava col rossetto!

Non sembrava vero tornare a votare e fare una croce dove si voleva.
Era il 1948 e non sembrava vero ai nostri nonni poter dire la sua senza che nessuno guardasse dentro l’urna.
Si poteva mettere una croce sulla Democrazia Cristiana di De Gasperi, sul partito comunista di Togliatti, su quello socialista di Nenni, sul Movimento sociale, sul partito monarchico, sul partito repubblicano, perfino sull’Uomo Qualunque, quello di Guglielmo Giannini, non quello di Cetto la Qualunque .
Poi a quei tempi la scheda aveva una linguetta e bisognava richiuderla.
Una bella signora uscì dall’urna di una sezione di Arezzo e prima di consegnare la scheda bagnò la linguetta con le labbra. “Signora – disse il presidente – non si può, guardi che la macchia col rossetto”. “E perché non si può – rispose la signora – La scheda è rossa anche dentro.
Che tempi quando si votava col rossetto.

Redazione
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