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Alta Velocità sul Gorgo: quando il progresso fa splash
(parola di Fabrizio Camastra)

Tra bonifica leopoldina, cemento e treni fantasma, il rischio è trasformare il progresso in un’alluvione annunciata

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Alta Velocità sul Gorgo: quando il progresso fa splash
(parola di Fabrizio Camastra)

Tra bonifica leopoldina, cemento e treni fantasma, il rischio è trasformare il progresso in un’alluvione annunciata

Quella che segue non è fantasia, né satira (purtroppo): è una valutazione di Fabrizio Camastra, giornalista, uno che ancora distingue un fosso da una fontana ornamentale. E infatti parte da un dettaglio minuscolo, di quelli che ai decisori piacciono poco: un triangolino pieno d’acqua, sempre. Inverno, estate, quarantagradi all’ombra. Lì l’acqua c’è e ci deve stare, perché quella roba lì si chiama drenaggio, ed è ciò che impedisce alla Valdichiana di tornare palude, malaria e bestemmie.

Ma siccome siamo un Paese moderno, cosa facciamo davanti a un sistema delicato che funziona da due secoli? Ci costruiamo sopra. Case, strade, stazioni dell’Alta Velocità a Creti, così, tanto per vedere l’effetto che fa. Un po’ come giocare a Jenga con la bonifica leopoldina: togli un pezzo e speri che non venga giù tutto. Spoiler: viene giù.

Il nome storico della zona è “Il Gorgo”. Già qui uno dotato di sinapsi dovrebbe fermarsi. Ma no: sotto scorre il vecchio Clanis (oggi Canale Maestro), l’acqua spinge, risale, si accumula… e noi si pensa bene di appesantire tutto con il cemento. Perché l’acqua, si sa, si convince con i rendering.

Nel frattempo, mentre si sogna l’AV che forse fermerà, forse no, forse un giorno, la realtà è che da Chiusi spariscono treni veri: regionali veloci, Intercity, collegamenti dignitosi per Roma e Firenze. Però tranquilli: per andare a Milano forse un giorno voleremo. Per Roma, arrangiarsi. È il progresso, bellezza.

La politica locale tace, la Regione osserva, il Ministero guarda altrove. Intanto l’autostrada e l’alta velocità già esistenti continuano a fare danni al deflusso delle acque, anche grazie a una manutenzione che definire “creativa” è un complimento. E la soluzione qual è? Aggiungere peso. Sempre peso.

Conclusione non poetica ma realistica, sempre secondo Camastra: l’acqua non fa annunci stampa, non partecipa ai tavoli tecnici e non chiede autorizzazioni. Quando decide di riprendersi spazio, lo fa. E allora sì che l’Alta Velocità arriva davvero. Ma sott’acqua.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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