La Fp Cgil toscana e aretina lancia l’allarme: nei musei statali di Arezzo manca tra il 25% e il 30% del personale, con gravi ricadute sull’apertura e sulla fruibilità delle strutture.
“Una situazione critica – spiegano Mirella Dato e Gabriella Petteruti – dovuta a pensionamenti e ad altre uscite dall’organico, che mette a rischio servizi essenziali in una città che basa su turismo e cultura una parte fondamentale della propria economia”.
Le conseguenze sono già evidenti. Dal 1° settembre il Museo Archeologico ha ridotto gli orari, restando chiuso al pubblico tre mattine a settimana (dal lunedì al mercoledì). Anche il Museo di Arte Medievale e Moderna prosegue con la chiusura pomeridiana dal giovedì al sabato.
“Queste limitazioni – aggiungono le rappresentanti sindacali – non danneggiano solo cittadini e turisti, ma sono il segnale di un sistema museale in sofferenza. I musei non sono solo custodi del nostro patrimonio, ma motori di sviluppo e occupazione. Il personale rimasto lavora in condizioni insostenibili e non può garantire un servizio adeguato”.
Per la Fp Cgil è urgente un intervento del Ministero della Cultura e delle istituzioni competenti. Due le richieste principali: assunzioni immediate per coprire i posti vacanti e un piano di lungo periodo per rafforzare gli organici e potenziare i servizi museali.
La conclusione di Dato e Petteruti è netta: “Il Polo Museale di Arezzo merita un impegno concreto e investimenti adeguati. Le chiusure non possono diventare la norma. Siamo pronti al dialogo, ma non esiteremo a mobilitarci per difendere i diritti dei lavoratori e il futuro del patrimonio culturale aretino”.



