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Usilia, la locandiera di Montaperti che salvò i fuggiaschi fiorentini

Il gossip di Cesare Fracassi
Questa è storia, e anche se raccontata con ironia, si basa su documenti, testimonianze e cronache che nessuno può negare. "Nissuno", per l’appunto.

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Usilia, la locandiera di Montaperti che salvò i fuggiaschi fiorentini

Il gossip di Cesare Fracassi
Questa è storia, e anche se raccontata con ironia, si basa su documenti, testimonianze e cronache che nessuno può negare. "Nissuno", per l’appunto.

Erano giorni cupi per Siena. Le manovre dell’esercito fiorentino, giunto dal Chianti verso la fine di agosto 1260, lasciavano presagire eventi drammatici. I guelfi si stavano posizionando intorno alla città con l’intento di impedire l’arrivo di rinforzi diretti a Montalcino. Il culmine di quelle tensioni arrivò il 4 settembre: la battaglia di Montaperti era ormai imminente.

Chi ha letto la mia versione dei fatti sa già degli inconvenienti che colpirono cavalieri e fanti fiorentini, i quali, dopo aver assaggiato uva non ancora del tutto matura, furono colti da violente scariche intestinali. Si rese necessario, come si dice in Toscana, “andare a concimar i colli d’argilla”. Tanto che, per inciso, qualcuno dice che proprio da lì derivi il caratteristico colore chiaro del cotto senese…

Ma torniamo alla cronaca. Gli aretini, guidati dal vescovo Guglielmino degli Ubertini e da Buonconte di Montefeltro, una volta venuti a conoscenza dei problemi fisiologici dei fiorentini, marciarono spediti verso il campo di battaglia, “a lancia in resta”. Alcuni, per derisione o per impeto, calarono anche le brache, in una marcia trionfale quanto grottesca. La loro improvvisa apparizione, così ardita e sfrontata, gettò nel panico diversi guelfi nascosti tra frasche e anfratti, intenti ancora a liberarsi dai tormenti intestinali.

Trentasei di loro fuggirono verso una locanda nei pressi, gestita da una figura leggendaria: donna Usilia, conosciuta non solo per la sua ospitalità ma anche per il suo lavoro di treccola, ovvero mercante ambulante di ortaggi e prodotti alimentari. Usilia, mosso a compassione, li ripulì per bene e li fece passare di nascosto attraverso un tunnel che attraversava i torrenti Biena e Malena, fino a ricondurli nei pressi di Siena. Li fece passare per suoi collaboratori di mercato, salvandoli da cattura e vergogna.

Prima dello scontro, per ingannare il nemico, i fanti senesi – contadini, artigiani e cittadini dai 16 ai 70 anni – inscenarono una sfilata militare con tre mute da guerra diverse, in modo da apparire il triplo rispetto al loro reale numero. Una trovata astuta, che contribuì a disorientare l’esercito fiorentino, composto da circa 30.000 uomini.

Alla vittoria senese contribuirono anche le truppe sveve, quelle del re Manfredi di Sicilia e i cavalieri di città alleate come Arezzo. La Battaglia di Montaperti resta una delle più sanguinose e leggendarie del Medioevo italiano.

Questa è storia, e anche se raccontata con ironia, si basa su documenti, testimonianze e cronache che nessuno può negare. “Nissuno”, per l’appunto.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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