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Tito Tazio e li caz… de romani

Il gossip di Cesare Fracassi
Quando la guerra nasce pe' 'na camicia stirata bene: Tito, Romolo e l'amore ai tempi dei forconi.

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Tito Tazio e li caz… de romani

Il gossip di Cesare Fracassi
Quando la guerra nasce pe' 'na camicia stirata bene: Tito, Romolo e l'amore ai tempi dei forconi.

Dopo er famoso ratto delle citte sabine, Lucio — cuggino del re sabino della Magliana, Tito Tazio (che pe’ Magliana s’intende tutte le zone lungo l’affluente der Tevere) — nun ce la faceva proprio a star zitto. A chi lo incontrava gli diceva:
“Sti caz… de romani m’hanno fregato la moje! Ersilia, sissignore! L’unica già sposata! E mo come faccio? Mica era ‘na gran narda, ma era bona a stirà, cucinà, caccià, e teneva casa che pareva nuova ogni giorno. Adesso so’ solo, e me tocca tornà a casa da zia, che me fa usci’ poco e vò sempre che je porto un cinghialetto fresco al giorno… ‘na vera rompicoglioni!”

Tito, ascoltando lo sfogo, sbottò pure lui:
“Te capisco fratè, la mia — che poi è sorella della tua — ancora oggi che so’ re controlla se me metto li sandali boni e se me so’ lavato i piedi! A sto punto, famo guerra a Romolo e ai suoi!”

E così, radunarono un esercito: mille uomini, armati de lame, bastoni, scale, forconi e pure un paio de roncole arrugginite. Ma invece de seguì er Tevere, fecero i furbi: passarono da est, verso la Curia, vicino a dove oggi ce sta la statua de Domiziano (che però all’epoca ancora nun c’era, ma fa scena dirlo).

Er Tevere all’epoca era tutto diverso: c’era la Palus Caprae a nord, poi l’isola Tiberina, e due insenature — una verso la via Salaria, l’altra verso la valle Murcia, vicino a quello che oggi chiamamo Circo Massimo. E proprio lì, al Lacus Curtius, scoppiò ‘n casino d’inferno: botte, bastonate, urla, e qualche cadavere qua e là.

Dopo ‘na giornata intera a scannasse, Tito e Romolo, sfiniti, dissero: “Sai che c’è? Facciamo pace!”
E così nacque l’integrazione tra romani e sabini.

Ma restava er problema grosso: Ersilia e Lucio cornuto.

Romolo, da bono diplomatico, je disse a Tito:
“A senti’, fratè… Ersilia è incinta de ‘n giovane ingegnere bellico, e poi — diciamocelo — ‘na donna può accontentà pure due uomini… e in più pare che sarà pure scelta come modella pe’ ‘na statua de marmo che faranno più avanti, de uno scultore chiamato Giambologna, da piazzà nella Loggia dei Lanzi a Firenze…”

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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