Tutti malati in casa Marsiti
Anche nel 3570 esistevano influenze virali che colpivano solo gli umani e i mezzi umani. Ugo era a letto con la febbre insieme a Cerase e Lyn, mentre Pino giaceva da solo. Fortunatamente, Lesto era impegnato in una tournée all’estero.
Ugo chiamò: “Alo’, Aloe, portami il cascogiornale e la colazione: caffellatte e biscottini di riso, poi un bicchiere d’acqua e, già che ci sei, tagliami le unghie dei piedi!”Continua a leggere
Aloe rispose seccata: “PuttanoAdamo! Non sono mica la tua schiava! C’è anche Ruth che può fare qualcosa, no?”
Ugo insistette: “Hai ragione! Ruth, vieni a tagliarmi le unghie!”
Ruth rispose: “Sta’ a vedere che mi arrugginisco la cerniera e te la chiudo per sempre!”
Le due donne, bricieautonome, come richiesto dalle leggi della disponibilità assoluta, si piegarono alle richieste di Ugo.
Nel frattempo, Cerase, a letto con il padre, si lamentava: “Mi fa male tutto, oddio, oddio!” e, alzandosi di scatto dal letto accanto al padre, gli rovesciò addosso un po’ di liquido escremento.
Ugo urlò: “Maremma cane, questo ragazzo mi ha fatto addosso, accidenti a lui!”
Ruth cercò di minimizzare: “Via, non è niente, non puzza nemmeno!”
Lyn esclamò: “Anch’io, anch’io voglio farlo!”
Ugo, esasperato, gridò: “Portatemi via tutti e due e rimandateli nella loro cameretta!”
Aloe tornò con il vassoio: “Ecco il caffellatte, i biscotti e il cascogiornale. Cos’altro vuoi?”
Ugo, con un sorriso malizioso, rispose: “Lo sai… lo sai!”
Aloe sospirò: “Sei proprio un maiale, sei malato, ma i vizi… E poi c’è Ruth che deve tagliarti le unghie dei piedi!”
Ugo incitò: “Fatevi spazio, c’entrate tutte e due!”
Ruth, irritata, suggerì: “Mordilo!”
Il grande sonno di Aloe
La bella briciautonoma, Aloe, ricostruita nel 3569 da Nando il carrozziere, dopo aver subito un principio d’incendio nel deposito, aveva assunto una particolare sintesi di melanina.
Una mattina non riusciva a svegliarsi.
Dopo il ritorno dell’extrafic Ruth, Aloe divideva il letto con lei e il fortunato Ugo.Continua a leggere
Ruth la chiamò: “Aloe, svegliati! Oggi tocca a me rifare il letto, devi alzarti!”
Ruth insistette per diverso tempo, finché, quasi arrabbiata, andò a chiamare Ugo, che stava prendendo il cappuccino in terrazza, al terzo piano sospeso, intingendo dei cantucci rimasti da diverse settimane e persino rifiutati da Jango, il cane, per quanto fossero duri.
Ruth spiegò: “Senti, Aloe non si sveglia. Ma stanotte, mentre eri sopra di me, cosa le hai fatto? Non vedevo la tua mano sinistra!”
Ugo si diresse verso la camera, gongolando per questa strana ipotetica prestazione, ma poi, aggrottando le sopracciglia, si ricordò della sua icona, forse più depravata di lui, e dei 3265 bufale (moneta corrente) che gli mancavano dall’ultimo resoconto trimestrale.
Entrò in camera e chiamò: “Aloe, alo’, svegliati, svegliati!” La scosse afferrandola per le braccia, ma nulla successe. Il povero Ugo, dopo diversi tentativi, fu costretto a chiamare tutta la famiglia Marsiti.
Accorsero tutti: Mana, Pino, Lyn, Cerase e persino Jango, tranne Lesto che era in Abruzzo a giocare.
Provarono di tutto: aceto, profumi, perfino punture di aghi…
Lyn propose: “Buttiamola giù nella foresta e aspettiamo che passi un principe azzurro!”
Ugo, infuriato, replicò: “Senti, smettila di parlare a sproposito! Pino, tua figlia è proprio una rompiscatole!”
Lyn, piangendo, disse: “Uhh, uhh… io cerco solo di dare consigli, zio, ma tu sei sempre cattivo con me… Mamma, non lo fare più!”
Ruth, la madre, cercò di calmarlo: “Ugo, non te la prendere, è piccolina e non capisce, poi la sua istruzione è limitata alle favole e alle novelle.”
Ugo sbottò: “Piccolina ‘na bella! È cretina, e di nascosto dà sempre da mangiare a Cerase. Non vedi come intasa spesso il cesso?!”
I tentativi continuarono per ore, finché decisero di chiamare telepaticamente il dottor Beta.
Il dottor Beta arrivò con il suo cascobencassetta, un pick-up con tutti gli attrezzi del mestiere. Entrò in camera, fece uscire tutti e chiuse la porta dietro di sé.
Dopo alcuni rumori misteriosi (“pam, tric, strang, crsk, tump, spam”), il dottor Beta uscì con un sorriso e disse: “Era solo un sogno rimasto senza proseguimento, ora è sveglia!”
Infatti, Aloe uscì dalla stanza e, vedendo Ugo che si avvicinava premuroso, gli assestò un ceffone di inaudita violenza che lo fece barcollare.
Tutti rimasero esterrefatti, ma il dottor Beta intervenne: “Nel sogno c’era una certa Ranka che mugalava di piacere. Ora con una pinza l’abbiamo tolta!”
(Ranka è una briciautonoma con un arto asincrono, famosa per la sua capacità di dare soddisfazioni sessuali quando cavalca, e vive a tre isolati sospesi di distanza.)