Tra l’ordine e il disordine

Siamo ad Arezzo, precisamente al “Praticino”, Largo Ivan Bruschi, più precisamente ancora.
L’area è caratterizzata da pochi ruderi, pietre del palazzo del Popolo edificato dagli aretini nel 1278.

Fu demolito per ordine di Cosimo I, dice la lapide qui posta nel 1935 quando la visione municipalistica della storia era al suo apice.
L’ordine, dunque, venne dal principe-autocrate cinquecentesco di cui uno dei più fedeli servitori era l’aretino Giorgio Vasari: 《Io che mangio il loro pane sono forzato obbedire》e comunque quello 《che piace così a loro Altezze, deve ancora a noi così piacere》.

Mentre il disordine, di cui le immagini possono fornire una certa idea, viene dall’ignavia di questi nostri tempi; a ben vedere, molto più servili di allora, soggetti come sono al culto dell’effimero e del godereccio tipico di color che vivono 《sanza infamia e sanza lodo》, ovverosia gli aretini di oggi.

il Ciro

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