Roberto Rossi annuncia ricorso al TAR contro la decisione del CSM

Roberto Rossi

Ha contro Piercamillo Davigo (con sedici membri del CSM) e il ministro della giustizia, ma non si arrende.

Roberto Rossi, procuratore generale del tribunale di Arezzo, non accetta di essere spodestato per il conflitto di interesse che ha riguardato il suo incarico di consulente del governo Renzi e quello di PM titolare di indagini nell’affaire Banca Etruria.

Ma Rossi non può non sapere che oltre quell’accusa c’è altro.

Altro che non è scritto nella relazione che Davigo ha letto al CSM.
C’è altro da tempo, dai tempi di Incitti, il poliziotto suo stretto ex collaboratore.
C’è altro e presentare ricorso non servirà, se non a prolungare un’agonia ormai senza uscita per lui.
La mannaia cade oggi sul suo collo perché dopo il caso Palamara i giudici non possono più permettersi zone d’ombra.

Dispiace perdere un magistrato di qualità e capacità invidiabili, come lo definiscono i sostituti e gli avvocati aretini, ma la decisione è già presa e il ministro darà seguito al parere del CSM.

Speriamo che il tribunale di Arezzo possa presto avvalersi di un degno sostituto.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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