Amministratori e dirigenti di Banca Etruria erano in buona compagnia

Un crac da 200 milioni è una cosa consistente ed è la dimostrazione che in Banca Etruria operava gente senza scrupoli.
C’era chi andava a chiedere ventimila euro per la propria azienda artigiana capace di restituirli, ma riceveva dei no senza appello per via di qualche altra esposizione o scarse conoscenze in banca…

E c’era chi otteneva decine e decine di milioni solo grazie a conoscenze altolocate, o peggio.

Questa è una ferita difficile da rimarginare e le 2500 parti civili del processo per il Crac sono lì a testimoniarlo.

Ma l’Ortica non sarebbe l’Ortica se non ricordasse che tra i complici dello scempio hanno un posto di rilievo anche molti aretini comuni, che quelle conoscenze cercavano e ossequiavano, come fossero esempi da seguire.

Ognuno ha preso quel che ha potuto in un sistema di merda.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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