Ora che anche i preti riciclano la refurtiva nasce il concorso Tonaca d’Oro…

Dopo essere stati punto di riferimento morale per molti, i nostri preti hanno cominciato a incrinare la loro immagine vendendo impropriamente buona parte delle opere d’arte e dei manufatti artigianali custoditi nelle proprie chiese.

Le vicende legate alla pedofilia hanno poi contribuito a ridurre ulteriormente e drasticamente la considerazione che si ha di loro nel mondo cattolico e fuori di quello.

Ma che potesse accadere che dall’essere spesso derubati si passasse alla complicità con chi ruba, questo non ce lo saremmo aspettati.

Comunque in questo momento difficile l’Ortica vuol rassicurare soprattutto la popolazione cattolica istituendo il premio Tonaca d’Oro, perché ancora qualche buon prete c’è.

Segnalate alla nostra redazione il vostro bravo prete preferito in riferimento all’anno 2017 e alla fine di gennaio pubblicheremo la classifica e premieremo i vincitori con la Tonaca d’Oro… ma ne riparleremo.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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