Castiglion Fiorentino – Sirene spiegate, occhi sgranati, WhatsApp infuocati e zie che fanno il testamento tra un cappuccino e un biscotto. Poi niente. Tutto rientrato. Era solo l’inverno. E la vecchiaia. E magari pure un po’ di sfiga statistica.
Il tutto nasce da un post che, invece di tranquillizzare, ha fatto venire voglia di barricare le finestre. A quel punto Paolo Brandi, capogruppo di Rinascimento Castiglionese, giustamente chiede:
“Scusate, ma qui si muore davvero più del solito o stiamo facendo cinema?”
La risposta del Sindaco arriva in purezza burocratica:
«Appena ho qualcosa ve lo dico. Per ora ci sono solo i numeri dell’anagrafe.»
Traduzione dal politichese: “Boh.”
Numeri presi sui primi dieci giorni dell’anno. Dieci. Giorni.
Neanche il tempo di digerire il panettone, ma abbastanza per far partire il panico da epidemia medievale.
Poi, a telecamere accese ma senza comunicati ufficiali, ecco la retromarcia degna di una Panda in salita:
“Sono tutte morti naturali. Niente epidemie, niente scandali, niente bare in fila. Un malato terminale, un infarto, e il resto anziani molto anziani. Gente che, detta male, aveva già dato.”
E allora la domanda sorge spontanea, come direbbe qualcuno al bar:
Tanto casino per nulla?
Sì.
Ma anche no.
Perché qui non si parla di una svista, ma di un’allarmite acuta da social network. Quando chi dovrebbe calmare le acque preferisce fare splash, il risultato è un paese che si sveglia convinto di vivere in una puntata di CSI – Valdichiana.
Morale della favola:
Prima di agitare il popolo, magari contare fino a dieci. Non i morti. Proprio fino a dieci.
Come direbbe l’Ortica
“Apparenza sopra ogni prudenza. Basta che se ne parli. E se poi era una bischerata… pazienza.”
Lo show continua.
Il buon senso, un po’ meno.

