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Multa ai poveri, carezze ai potenti: ad Arezzo la legge è come il cacio, a fettine

Due auto, due pesi e due misure: ad Arezzo il codice della strada sembra valere solo per chi non conta

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Multa ai poveri, carezze ai potenti: ad Arezzo la legge è come il cacio, a fettine

Due auto, due pesi e due misure: ad Arezzo il codice della strada sembra valere solo per chi non conta

(ovvero: se sei nessuno paghi, se sei qualcuno parcheggi)

Questo articolo è una rielaborazione satirica e urticante, in stile Ortica, tratto da un comunicato stampa di Casa Riformista. Il testo originale è stato reinterpretato con linguaggio graffiante, ironico e volutamente provocatorio, mantenendo i fatti e le accuse politiche al centro del comunicato, ma amplificandone toni, paradossi e contraddizioni per evidenziarne il contenuto polemico e il giudizio critico sull’operato dell’amministrazione comunale.

Tranquilli aretini, respirate piano e contate fino a dieci: sta per arrivare il Comunicato di Scuse Definitive™, seguito dal Video Social di Spiegazione Inutile™, e infine dal Post “Non È Come Sembra”™.
Perché quando multano un’auto della Casa Pia ma dimenticano per anni un Suv parcheggiato abusivamente in piazza, la colpa – si sa – è sempre del fato cinico e baro, mai di chi comanda.

Questa volta però la multa è toccata a chi non doveva: Casa Pia. Apriti cielo.
E subito partono le ipotesi:
– colpa dei vigili nuovi che “non hanno il senso umano”;
– colpa della burocrazia cattiva;
– colpa della legge che “è uguale per tutti” (ma solo a giorni alterni).

Peccato che ad Arezzo qualcuno abbia memoria lunga.
Per mesi – anzi anni – un certo Alessandro Ghinelli ha parcheggiato il suo Suv dove non poteva, al posto di un disabile deceduto. Scoperto? Ha continuato. Multato? Mai.
Motivazione ufficiale: “Lo faccio per aiutare il Comune”.
Traduzione dal politichese: io posso.

La Polizia Municipale, stranamente attentissima quando si tratta di chi non conta, in quel caso si è esercitata nell’antica arte dell’occhio chiuso.
Risultato: la legge non è uguale per tutti. È uguale per alcuni, e molto flessibile per altri.

Solidarietà vera alla Casa Pia e al direttore Stefano Rossi, colpevole di un reato gravissimo: aver protestato. Un gesto che, come tutti sanno, ad Arezzo si paga. Oggi la multa, domani il resto.

E ora non provate a raccontarcela come “una bischerata”.
Qui si parla di onnipotenza cronica:
– verde pubblico promesso e poi cementificato;
– Torri di via Tiziano imposte nonostante le proteste;
– palazzi brutti come il peccato alla ex caserma Cadorna;
– Via Filzi: un’operazione così geniale che costerà milioni per generazioni.

Adesso, negli ultimi mesi di legislatura, via libera al festival del catrame: asfalto a pioggia, soldi del PNRR spesi come coriandoli, buche tappate in fretta per far dimenticare dieci anni e mezzo di nulla.

Ma stavolta no.
Perché forse – e diciamo forse – gli aretini di Arezzo non saranno né ciechi, né sordi, né smemorati.

E questa, signori, per qualcuno è la multa più salata di tutte.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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