Dopo la brutta sconfitta in casa con il Guidonia, ci aspettiamo una reazione dagli amaranto. Se vogliamo restare nei piani alti della classifica, la partita di oggi deve segnare un cambio di passo.
Il Ravenna continua a confermarsi — sorpresa solo fino a un certo punto — mentre l’Ascoli, con la sua difesa imbattuta, mostra la solidità giusta per puntare alla promozione.
E noi? Più o meno siamo rimasti quelli della scorsa stagione. L’unica vera novità costante è Venturi, con i nuovi Cianci, Iaccarino, Varela, De Col, Arena e Tito ancora inseriti a spezzoni. Ecco perché temo che il nostro percorso non sarà molto diverso dall’anno passato.
L’ultima partita ha messo in evidenza due limiti: la difficoltà a segnare e la facilità con cui, per disattenzione o rapidità degli avversari, subiamo gol. A centrocampo, secondo me, serve un vero incontrista: Mawuli, lento e macchinoso, sì, ma con la gamba d’acciaio che può fare la differenza.
Tre giocatori, però, restano imprescindibili: Guccione, Pattarello e Tavernelli. Con sole, pioggia, neve o fango, io li manderei sempre in campo.
Quanto a Varela, non è il grimaldello che apre le difese, ma può essere la ghigliottina che chiude le partite, quando trova gli spazi giusti. Per gli altri ruoli, le scelte di Bucchi sono più o meno equivalenti.
La verità è che il salto di categoria, con una squadra così, resta difficile. E le prossime sfide — già oggi con la Pianese e domenica con il Carpi — saranno cartine di tornasole decisive per capire chi siamo davvero.
Forza Arezzo!




