Amici, preparatevi a ridere… o piangere. Il centro storico di Arezzo sta ricevendo il suo regalo più inutile: lampioni storici trasformati in UFO da marciapiede. Via Ricasoli, Piaggia del Murello, Santa Croce… un vero e proprio tour dell’orrore.
Cari cittadini che camminate per le vie del centro storico, portatevi gli occhiali da sole pure di sera, perché la nuova illuminazione comunale è… psichedelica. Sì, avete capito bene: psichedelica, ma non nel senso cool, piuttosto nel senso “ti guardi intorno e non sai se sei in Via Ricasoli o in un parcheggio Ikea”.
Il Comune, con logica da ingegnere in vacanza, ha detto: “LED per tutti!” Peccato che per alcuni lampioni il vetro sia diventato optional, sparito come la pazienza dei cittadini. Il nostro cronista da San Niccolò ha chiesto agli operai: “Ma i vetri dove sono?” Risposta: “Per questa tipologia bisogna toglierli”. Traduzione: il LED entra, il vetro no, e la bellezza… boh, magari si illumina da sola con la fantasia.
Il risultato? LED da 19,90€ rubato al Lidl infilati dentro i lampioni. Sembra una scenografia da rave anni ’90, ma senza la musica e con più disperazione estetica. Arezzo turistica? Più una succursale di autogrill con deliri luminosi.
E adesso, pare che l’opera sia conclusa: i vetri spariti dai lampioni campeggiano in molti tratti del centro storico, da Santa Croce a Piaggia del Murello, e chissà in quali altre vie ancora.
Ci si chiede: davvero non esisteva un tipo di LED che si adattasse ai lampioni senza far sparire i vetri? Evidentemente no. Sono proprio dei caponi, e noi cittadini restiamo a guardare, divisi tra incredulità e risate amare.
Godiamoci lo spettacolo: tra LED, vetri spariti e fantasmi di lampioni liberty, il centro storico è diventato una farsa totale. La prossima mossa? Forse LED anche sul sindaco, così vediamo finalmente chi prende le decisioni.


Sono una residente di via del saracino e anche qui hanno messo i led nei lampioni e hanno tolto i vetri
Se possa ritenersi “scenografia da rave anni ’90” lo vedremo presto, quando si accenderà la musica da manicomio nei rioni con le settimane del Saracino.
Pre-saracini infiniti, menghi, natali estenuanti ed invasivi, bar come discoteche a cielo aperto, proprio vero Arezzo è andata oltre la fase luna-park, è ormai un rave permanente.
Figuriamoci se chi gestisce così una città può poi avere sensibilità ed attenzione al decoro urbano.