Ad Arezzo è stato registrato il primo caso di virus West Nile in Toscana nel 2025. La paziente, una donna di 85 anni residente nella provincia di Latina, si trova ricoverata in terapia sub-intensiva all’Ospedale San Donato. Le sue condizioni sono serie.
Si tratta di un caso “importato” e non autoctono: la signora era arrivata da poco in città provenendo da una zona del Lazio dove il virus è endemico. I sintomi gravi e la provenienza geografica hanno spinto i medici a sospettare subito un’infezione da arbovirus. Le analisi di laboratorio e la ricerca anticorpale hanno confermato la diagnosi di West Nile.
In Italia, le zone più colpite sono attualmente il Lazio — in particolare la provincia di Latina — e la Campania. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 19 decessi, di cui 9 proprio nel Lazio.
Non esiste ancora un vaccino contro il West Nile: la prevenzione si basa soprattutto sulla protezione dalle punture di zanzara e sull’eliminazione di ristagni d’acqua, habitat ideale per la deposizione delle uova. Al momento, ad Arezzo non è prevista alcuna campagna di disinfestazione.

