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Strisce pedonali? No, Strisce personali!

Dalle strisce pedonali al parcheggio personale: il solito scempio quotidiano sotto casa, tra menefreghismo e codice della strada calpestato

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Strisce pedonali? No, Strisce personali!

Dalle strisce pedonali al parcheggio personale: il solito scempio quotidiano sotto casa, tra menefreghismo e codice della strada calpestato

Il parcheggio acchiappa-bischeri di Via Schiapparelli
Arezzo, il genio del volante trasforma il passaggio pedonale in garage privato. E a chi deve attraversare… che gli venga pure un colpo!

Arezzo, Via Schiapparelli, angolo con Via Veneto. L’ennesima scena madre del “parcheggiatore creativo” che decide di trasformare le strisce pedonali in parcheggio riservato, tanto per ribadire che il Codice della Strada, per qualcuno, è optional. Davanti al negozio, in culo al mondo come direbbe qualcuno, e pure al buonsenso.

Ecco la foto della vergogna: la striscia pedonale non si sa più se serve per far passare i pedoni o per esibire la propria abilità nell’arte del menefreghismo automobilistico. Un capolavoro di inciviltà urbana che ci costringe a ripeterci ogni santa volta, perché evidentemente qualcuno pensa che “zebre” sia solo un animale e non qualcosa che riguarda la sicurezza della gente.

Eppure, accanto, c’è pure un bel cartello di divieto di sosta che serve giusto come decorazione urbana, ché a quanto pare leggerlo richiede un master universitario. Doppia infrazione: sulle strisce e in zona vietata. Un’ode alla coerenza del pirata della carreggiata.

Non ci stupisce: è il solito copione già visto, di quelli che la macchina la mettono “tanto ci sto solo cinque minuti”, e nel frattempo mandano in quel posto carrozzine, anziani, bambini, e chiunque osi voler attraversare la strada senza fare il gioco della rana nelle corsie di Frogger.

Poi, certo, ci lamentiamo dei vigili che “non ci sono mai”. Ma magari è anche ora di smetterla di fare gli indiani (con rispetto per gli indiani veri) e iniziare a chiamare le cose col loro nome: questa non è distrazione, è pura maleducazione. Quella che trasforma Arezzo in un Far West di parcheggi a cazzo di cane, tra ciclabili che spariscono e strisce pedonali che diventano terreno di conquista per SUV e utilitarie.

Siamo alla follia: il parcheggio creativo non è una forma d’arte, è una forma di arroganza. E a noi, onestamente, ci s’ha girato il culo di doverlo dire ogni tre per due. Ma tranquilli, ci ripeteremo ancora. Tanto loro, i “furbi”, se ne sbattono. Ma prima o poi, uno di questi capolavori di parcheggio se lo ritroveranno bello incartato sul parabrezza: con tanto di multa, e magari qualche bella foto come questa, a imperitura memoria della loro “genialità”.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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