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I colori di Santo Spirito e il potere di Guido Tarlati su Arezzo

Il gossip di Cesare Fracassi
Dalla mitra alla spada: l’ascesa e la caduta di Guido Tarlati, il vescovo che sfidò il Papa e l’Imperatore per il destino di Arezzo

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I colori di Santo Spirito e il potere di Guido Tarlati su Arezzo

Il gossip di Cesare Fracassi
Dalla mitra alla spada: l’ascesa e la caduta di Guido Tarlati, il vescovo che sfidò il Papa e l’Imperatore per il destino di Arezzo

Come accadde nell’ultima Giostra, anche nella storia, i colori di Santo Spirito si legano al dominio di Arezzo. Nel 1313, Papa Clemente V nomina Guido Tarlati, da Pietramala, vescovo di Arezzo. Nel 1321, egli diventa “Signore a vita” della città. Il suo stemma – giallo per la Chiesa, blu per la lealtà – campeggia sotto l’aquila imperiale ghibellina, simbolo del suo potere su tre diocesi: Arezzo, Sansepolcro e Cortona, unite in una gerarchia che discende dall’alto come un albero araldico.

Oltre a costruire le nuove mura cittadine – che resistettero persino all’assedio perugino un decennio dopo – fece smantellare quelle di Monte San Savino, ritenuta troppo filo-fiorentina e guelfa.

Guido accolse numerosi fuoriusciti da città diverse, perseguitati dal tribunale dell’Inquisizione papale. Questo gli costò la scomunica nel 1325, dopo la conquista di Città di Castello e il tentativo di espandere il suo dominio verso Urbino.

Papa Giovanni XXII lo condannò come eretico e nominò nuovi vescovi: Ranieri degli Ubertini per Cortona e Boso degli Ubertini di Montozzi per Arezzo. Tuttavia, Guido impedì loro l’ingresso in città, erigendosi come un vero “antipapa” e ottenendo persino l’incoronazione a Re d’Italia dall’imperatore Ludovico il Bavaro nel 1327.

Ma il culmine del suo potere durò meno di un anno. Per fedeltà alle antiche alleanze ghibelline, Guido si oppose a Castruccio Castracani e allo stesso imperatore durante l’assedio di Pisa. Cercò di fare da paciere, ma fallì. Lasciò il campo e, durante il viaggio di ritorno verso Arezzo, morì a soli 50 anni. Era ormai caduto in disgrazia presso Ludovico il Bavaro, che aveva scelto di fidarsi invece di quel lucchese – Castruccio – che già aveva tradito Uguccione della Faggiola, suo antico protettore.

La lite che costò la vita a Tarlati

L’esercito imperiale era accampato nei pressi di San Giuliano Terme, con circa 5.000 fanti e 1.800 cavalieri. Fu lì che Guido Tarlati tentò un’ultima volta di convincere Ludovico il Bavaro a desistere dall’attacco a Pisa. Entrato nella tenda dell’imperatore, parlò:

— Mio re, e mio imperatore, Pisa è ghibellina come Arezzo. Siamo legati da un’alleanza decennale. Anche mio fratello Pietro (Pier Saccone) ha ottimi rapporti con molte famiglie pisane, e ha persino prestato loro denaro. Non vorrei rompere questi equilibri. Proviamo a trattare, otteniamo il loro appoggio contro Firenze…

Ma improvvisamente entrò Castruccio Castracani:

— Guido, sei troppo indulgente. I Pisani non ci appoggeranno mai. Pensano solo al loro porto, al mare, ai commerci con quegli zingari slavi, discendenti dei rematori romani di Livorno. Dobbiamo prendere possesso della città e dominare il porto. Solo così controlleremo l’Italia!

Guido, indignato, replicò:

— Tu, Castruccio, che fosti ospite e rifugiato presso i Faggiola, ora vuoi ripagare con il tradimento chi ti ha salvato? Sei un traditore e un assassino!

Dopo queste parole, Tarlati si congedò con reverenza dall’imperatore e lasciò il campo con i suoi 300 cavalieri.

Già provato da problemi di salute causati dallo stress della scomunica, e aggravati da una cena a Ponsacco a base di carciofi fritti e spezzatino d’agnello, il suo fegato cedette. Il giorno seguente, il cuore non resse. I fratelli Delfo e Pietro riportarono ad Arezzo il corpo esanime del grande Guido Tarlati.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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