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Il quindicesimo secolo e la guerra del sale

Intrighi politici e controllo economico nel cuore del Rinascimento italiano

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Il quindicesimo secolo e la guerra del sale

Intrighi politici e controllo economico nel cuore del Rinascimento italiano

Nel XV secolo l’Italia era frammentata in diverse zone d’influenza: Venezia controllava le saline in Dalmazia e lungo tutta la costa slava; gli Estensi gestivano quelle di Ferrara, mentre Ravenna dominava le saline di Cervia.

Con l’esaurimento delle saline di Chioggia intorno al 1300, Venezia fu costretta a imporre dazi e tasse sul sale. Per garantirsi nuove fonti, intraprese una politica aggressiva, arrivando a conquistare e dominare le coste dell’Adriatico orientale. Anche altre città, come Firenze e Gubbio, dovettero difendere i propri approvvigionamenti di sale dagli interessi espansionistici veneziani. Questi eventi si intrecciarono con tensioni politiche che culminarono poco dopo nella celebre Congiura dei Pazzi.

Nel 1477, sotto la pressione di Papa Sisto IV — appartenente a una famiglia originaria di Fano — si tentò di imporre Girolamo Riario, suo nipote, come signore di Firenze. Con l’organizzazione di Pietro Felici, segretario di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, e il coinvolgimento della famiglia Pazzi, da tempo in contrasto con i Medici, si preparò un attentato contro i fratelli Giuliano e Lorenzo de’ Medici.

L’attacco avvenne nel 1478, durante la Messa nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze. Giuliano, allora ventenne, fu assassinato, mentre Lorenzo — il futuro “Magnifico”, allora appena sedicenne — pur ferito, riuscì a salvarsi.

La reazione della città fu rapida e spietata: Jacopo e Renato Pazzi vennero catturati e impiccati. I congiurati speravano in una sollevazione popolare contro il potere dei Medici, che dominavano Firenze anche grazie a prestiti e favori elargiti alla magistratura, ma ciò non accadde. Tra gli impiccati in Piazza della Signoria vi furono anche Francesco Ferri, arcivescovo di Pisa, e Francesco Salviati, al grido di “Palle, Palle”, simbolo araldico dei Medici.

Anche Bernardo Bandini, uno degli attentatori, riuscì inizialmente a fuggire a Costantinopoli, ma fu catturato e riportato a Firenze, dove venne giustiziato. Leonardo da Vinci lo ritrasse impiccato, con il corpo a penzoloni. Un altro complice, il Montesecco, fu arrestato e torturato: rivelò i nomi dei partecipanti alla congiura, ma non fece mai il nome di Pietro Felici né quello del Duca di Urbino, il cui coinvolgimento rimase segreto.

Qualche anno dopo, Firenze, Federico da Montefeltro e Ettore d’Este unirono le forze e mossero guerra a Venezia per difendere le saline dell’Adriatico dalle mire espansionistiche della Serenissima.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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