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Da Leonardo Bruni a Carlo Marsuppini: la Firenze umanista parlava aretino

Il gossip di Cesare Fracassi
Da Arezzo a Firenze, la storia del cancelliere che succedette a Bruni nella Repubblica umanista

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Da Leonardo Bruni a Carlo Marsuppini: la Firenze umanista parlava aretino

Il gossip di Cesare Fracassi
Da Arezzo a Firenze, la storia del cancelliere che succedette a Bruni nella Repubblica umanista

Alla morte di Leonardo Bruni, avvenuta nel 1444, fu Carlo Marsuppini a succedergli alla direzione della Cancelleria della Repubblica di Firenze. Anche Carlo era originario di Arezzo, dove nacque nel 1398.

Alcune fonti indicano Genova come luogo di nascita, ma è più plausibile che sia nato ad Arezzo. Alla fine del XIV secolo, infatti, la peste imperversava sia a Genova che a Firenze, e la madre di Carlo si era rifugiata con la famiglia ad Arezzo, considerata all’epoca un’isola non contaminata. Il padre, medico, esercitava qui la sua professione. In città conobbe Gregorio, figlio di Domenico, noto per l’attività di trasporti tra Arezzo e Firenze, avviata dopo la vendita della città del Saracino a Firenze da parte di Enguerrand de Coucy, nel 1384.

I due si incontrarono nei pressi dell’antica via di San Vito, presso l’omonima chiesa, poi chiamata via Vallelunga e infine via Cavour. La storia racconta che, appartatisi in Piazza della Maddalena, concepirono il loro primo figlio, Carlo. Dopo il matrimonio andarono a vivere in via Bicchieraia (cfr. Pulendoni, Chiacchiere n. 1564).

Carlo ricevette una solida istruzione umanistica, con una buona padronanza del latino, ma una conoscenza approssimativa del greco. Non a caso, dopo la nomina a cancelliere, fu anche insignito del titolo onorifico di segretario pontificio da Papa Eugenio IV, incarico poi confermato da Niccolò V. Fu proprio quest’ultimo a commissionargli la traduzione di Omero, ma Carlo riuscì a tradurre solo due episodi dell’Iliade, in esametri piuttosto approssimativi.

Di Marsuppini restano alcune odi in latino, tra cui una scritta per consolare Cosimo e Lorenzo de’ Medici alla morte della madre, e la Batracomachia (Battaglia tra topi e rane), un’opera lirica composta nel 1429.

A partire dal 1433 fu oggetto di critiche e ostilità da parte di un altro umanista, Francesco Filelfo, esponente del partito avverso ai Medici — e forse, col senno di poi, non del tutto fuori strada.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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